domenica, 09 dicembre 2007
[ ASCOLTI ]




01. Patrick Wolf - The magic position
02. Arcade Fire - Neon bible
03. Radiohead - In rainbows
04. Pj Harvey - White chalk
05. Basia Bulat - Oh my darling
06. Eddie Vedder - Into the wild
07. The National - Boxer
08. Maximo Park - Our earthly pleasures
09. Editors - An end has a start
10. Handsome Furs - Plague park
11. Jens Lekman - Night falls over Kortedala
12. Klaxons - Myths of the near future
13. Siouxsie - Mantaray
14. Kaiser Chiefs - Yours truly, angry mob
15. Kevin Drew - Spirit If
16. The Clientele - God save the clientele
17. Andrew Bird - Armchair apocrypha
18. Bjork - Volta
19. Seabear - The ghost that carried us away
20. Iron & Wine - The shepherds dog
postato da: Iggy alle ore 21:59 | Permalink | commenti (30)
categoria:ascolti, classifiche
venerdì, 19 ottobre 2007
Eddie Vedder: Into The Wild



Vi è mai capitato di vivere un momento talmente intenso e nello stesso istante, spingere il vostro cervello a scrivere partiture musicali immaginarie adatte a sottolinearlo? Se è successo non faticherete a capire quale sia lo spirito che muove un disco come Into The Wild, colonna sonora dell’omonimo film di Sean Penn, nonché primo lavoro solista di Eddie Vedder. Un debutto atipico il suo, se si pensa alle solite impellenti motivazioni che spingono i leader di gruppi di successo a cercare vie più personali rispetto a quello che propongono normalmente. Vedder invece si annulla per diventare Chris McCandless, un globetrotter che si è lasciato gli agi della vita moderna alle spalle per ritrovare se stesso lungo le strade degli Stati Uniti. Gli da voce, raccontandolo per farlo vivere in eterno. “A world begins where the road ends, watch me leave it all behind” canta in Far Behind, mentre lunghe notti stellate si alternano a giornate di sole sulla faccia e la gioia si incontra con la paura e la solitudine. Per ogni suo passo posato su asfalti e strade sterrate che si aprono verso nuovi orizzonti, risuonano ruvide ballate acustiche trasportate dal vento che esplodono nell’aria per poi morire in un vecchio furgone abbandonato nelle gelide lande dell’Alaska.


Prodotto da: Adam Kasper, Eddie Vedder

Tracklist: 1. Setting Forth/ 2. No Ceiling/ 3. Far Behind/ 4. Rise/ 5. Long Nights/ 6. Tuolumne/ 7. Hard Sun/ 8. Society/ 9. The Wolf/ 10. End of the Road/ 11. Guaranteed
postato da: Iggy alle ore 18:27 | Permalink | commenti (13)
categoria:recensioni, ascolti, iggy
mercoledì, 10 ottobre 2007


IN RAINBOWS
postato da: Iggy alle ore 16:14 | Permalink | commenti (31)
categoria:ascolti
venerdì, 14 settembre 2007
PJ Harvey: White Chalk



Dear darkness won't you cover, cover me again? Crepuscolare, ipnotica, intimista: dismesso il furore noise impacchettato in succinti abiti di vinile e corpo nervoso, Polly Jean Harvey sforna il disco che non ti aspetti. White Chalk è una presa di coscienza, un esorcizzare i propri demoni attraverso una lunga marcia decadente, sussurrata con voce vulnerabile in undici ballate per voce e piano, timidamente arricchite da archi e chitarre polverose. Asciutto, struggente ed immediato, la Harvey affina il suo songwriting ed è nuda davanti al pubblico.


Prodotto da: Flood e John Parish; collaborano Eric Drew Feldman e Jim White dei Dirty Three

Tracklist: 1. Devil/ 2. Dear Darkness/ 3. Grow Grow Grow/ 4. When Under Ether/ 5. White Chalk/ 6. Broken Harp/ 7. Silence/ 8. To Talk To You/ 9. Piano/ 10. Before Departure/ 11. Mountain


"Sconsigliato ai necrofili del riot grrrl movement"

postato da: Iggy alle ore 12:45 | Permalink | commenti (19)
categoria:ascolti, iggy
domenica, 02 luglio 2006
Thom Yorke: The Eraser



"E' solo una cosa da ascoltare guardando il cielo, aspettando che passi una nuvola"
Luca Valtorta, XL

postato da: Iggy alle ore 17:47 | Permalink | commenti (4)
categoria:ascolti
domenica, 28 maggio 2006
Carmen Consoli
Eva contro Eva
2006

"Il rock oggi? Omologazione. La rivoluzione è tornare alle radici". Parola di Carmen Consoli che dopo anni di chitarre elettriche usate come seconda pelle, ne stacca la spina e le distrugge sulla terra umida della sua Sicilia. "Non è una scelta snob, si cresce e si cambia. Il rock è diventato maniera e oggi ha una valenza differente. La rottura e la trasgressione stanno altrove. PrendeteBocca di rosa di De Andrè: è il pezzo più rock che sia mai stato scritto nella storia della nostra canzone. Così come Creuza de mä è l'album più rock che sia mai uscito in Italia, così coraggioso e orgoglioso delle nostre radici". E' proprio De Andrè il punto di partenza per arrivare ad Eva contro Eva. Carmen si spoglia dei suoni noise che hanno caratterizzato buona parte del suo repertorio, si lascia alle spalle anche viole e violoncelli della parentesichanteuse francaise per approdare ad un suono asciutto ed essenziale ma carico di calore, fatto di chitarre acustiche e strumenti tipici siciliani, facendo sua l'attitudine folk che ha caratterizzato i molti capolavori del già citato De Andrè. Se ai più questo paragone può apparire blasfemo si provi a sentire un pezzo come Maria Catena, un ritratto di donna vittima di maldicenze, una ballata malinconica scandita dal suono del "friscalettu" (il flautino usato dai pastori dell'Etna) dove la potenza evocativa della parola ci permette, chiudendo gli occhi, di immaginare questa donna in balia della cattiveria popolana, così come quando estasiati chiudevamo gli occhi sognando gli innumerevoli personaggi dipinti da De Andrè.Prendendo come ispirazione l'omonimo film di Mankiewizc , la Consoli questa volta ha deciso di parlarci dell'altra metà del cielo e lo fa attraverso dieci canzoni, dieci storie di donne ferite nell'orgoglio, tradite, in balia dei ricordi, dell'addio e della morte (Preghiera in gola) o desiderose di una maternità che non arriva (La dolce attesa), donne piegate dalla vita ma che non si arrendono. E lo fa con testi struggenti, strabordanti di parole che ci raccontanto, attraverso il vissuto di queste "vittime" l'impietosa società moderna. Il risultato è un disco malinconico e tormentato, evocativo (Madre Terra, in duetto con la cantante africana Angelique Kidjo) e spensierato (il ritmo gitano de Il pendio dell'abbandono con Bregovich), un disco che incorpora il sole della Sicilia e che odora di terra e arance. Forse qualcuno rimarrà deluso da questa improvvisa svolta della Consoli, soprattutto la frangia rock dei suoi fans, ma a questo punto non rimane altro che decidere se seguire o meno la "cantantessa" e sporcarsi le mani di terra insieme a lei.

postato da: Iggy alle ore 19:05 | Permalink | commenti (9)
categoria:ascolti, iggy
lunedì, 08 maggio 2006
Juliette & The Licks
You're speaking my language
2005

Un indizio di quello che Juliette Lewis sarebbe diventata lo si poteva cogliere in Strange Days, film datato '95, dove bellissima e sfatta, cantava "Hardly Wait" di Pj Harvey. Questo disco è in piena linea con quel personaggio borderline e dannatamente rock'n'roll interpretato in passato e che ora, a dieci anni di distanza, si affaccia sulla scena musicale trasformato in una novella Iggy Pop con la vagina! Non a caso, nelle interviste rilasciate per il lancio del disco, la Lewis cita l'Iguana come suo ispiratore. Se, come impatto live, questa similitudine è parecchio azzeccata (i due hanno lo stesso modo viscerale di stare sul palco), musicalmente sono molto distanti. Qualcuno, forse, potrebbe obiettare che ci sia ben poco di originale in questo album, eppure è tutto lì il suo punto di forza; piacerà sicuramente agli amanti della musica sanguigna e dall'impatto immediato. La voce della Lewis poi, non può lasciare indifferenti, aggressiva e rauca, ricorda le migliori prove di Pj Harvey e Patti Smith: "American Boy vol. 2" su tutte è un duetto virtuale tra la Smith e i Chemical Brothers! Tutte da segnalare le altre 11 canzoni, dove tra furore punk/rock: "Money in my Pocket" "So Amazing" e ballatone mid tempo: "This i Know", "Long Road out of Here" la Lewis riesce ad essere sempre convincente. Cos'è dunque You're speaking my language? Il vezzo di un'attrice o qualcosa di serio? Fortunatamente viaggiamo sul secondo binario!
postato da: Iggy alle ore 10:40 | Permalink | commenti
categoria:ascolti, iggy
giovedì, 30 marzo 2006
[ EVERYTHING IS ILLUMINATED ]


postato da: Iggy alle ore 09:39 | Permalink | commenti (2)
categoria:ascolti