American dreamz
Paul Weitz
2005
“Parlo di umani. E per umano intendo imperfetto. E per imperfetto intendo strano. Trovatemi degli strani!” Sarà questo il leitmotiv promosso da Martin Tweed (Hugh Grant), popolare presentatore dell’altrettanto popolare trasmissione televisiva American Dreamz, per la ricerca dei “fenomeni” assolutamente privi di talento che andranno a formare il cast del suo show. Paul Weitz sferra così il suo primo colpo a una delle passioni americani, quell’American Idol che ogni settimana porta a casa qualcosa come 40 milioni di telespettatori. Non sorprende quindi che in patria questo film sia stato un autentico fiasco: il sistema del più famoso e amato reality show viene letteralmente scardinato e infarcito di personaggi cinici e arrivisti. Buona parte di American Dreamz è dedicata quindi alla preparazione dello spettacolo con un andamento piuttosto lineare che, dalle selezioni con tragicomiche finestre aperte sulla vita delle aspiranti star e le loro famiglie, arriva fino alla serata finale; questo percorso è disseminato da due storie parallele. Nella prima viene scomodato il presidente degli Stati Uniti (un esilarante Dennis Quaid), annoiato e in piena crisi esistenziale che viene spinto dai suoi consiglieri a partecipare all’ultima puntata del reality per guadagnarne in popolarità e, nella seconda Omer, potenziale terrorista islamico appassionato di musical che ovviamente riuscirà ad entrare nel cast dello show, avendo così su un piatto d’argento la possibilità di eliminare il presidente. Per fortuna la storia non si inceppa e Weitz riesce a gestire il tutto donandoci un film che non annoia e che narrativamente parlando funziona alla grande, questo grazie anche ad una buona sceneggiatura e ad un cast in ottima forma. Detto questo, nonostante American Dreamz sia un film che consiglierei a tutti, rimane il dubbio sulle sue reali intenzioni. Ben lontano dall’essere pungente, potrebbe essere definito un film di satira o denuncia, ma i toni spesso votati al demenziale lo fanno apparire più come una commedia che sbeffeggia compiaciuta certi modelli americani. Weitz insomma sembra più preoccupato di strappare la fragorosa risata, questo a discapito di una sana riflessione su certi temi scottanti.




