sabato, 09 settembre 2006
American dreamz
Paul Weitz
2005
 
“Parlo di umani. E per umano intendo imperfetto. E per imperfetto intendo strano. Trovatemi degli strani!” Sarà questo il leitmotiv promosso da Martin Tweed (Hugh Grant), popolare presentatore dell’altrettanto popolare trasmissione televisiva American Dreamz, per la ricerca dei “fenomeni” assolutamente privi di talento che andranno a formare il cast del suo show. Paul Weitz sferra così il suo primo colpo a una delle passioni americani, quell’American Idol che ogni settimana porta a casa qualcosa come 40 milioni di telespettatori. Non sorprende quindi che in patria questo film sia stato un autentico fiasco: il sistema del più famoso e amato reality show viene letteralmente scardinato e infarcito di personaggi cinici e arrivisti. Buona parte di American Dreamz è dedicata quindi alla preparazione dello spettacolo con un andamento piuttosto lineare che, dalle selezioni con tragicomiche finestre aperte sulla vita delle aspiranti star e le loro famiglie, arriva fino alla serata finale; questo percorso è disseminato da due storie parallele. Nella prima viene scomodato il presidente degli Stati Uniti (un esilarante Dennis Quaid), annoiato e in piena crisi esistenziale che viene spinto dai suoi consiglieri a partecipare all’ultima puntata del reality per guadagnarne in popolarità e, nella seconda Omer, potenziale terrorista islamico appassionato di musical che ovviamente riuscirà ad entrare nel cast dello show, avendo così su un piatto d’argento la possibilità di eliminare il presidente. Per fortuna la storia non si inceppa e Weitz riesce a gestire il tutto donandoci un film che non annoia e che narrativamente parlando funziona alla grande, questo grazie anche ad una buona sceneggiatura e ad un cast in ottima forma. Detto questo, nonostante American Dreamz sia un film che consiglierei a tutti, rimane il dubbio sulle sue reali intenzioni. Ben lontano dall’essere pungente, potrebbe essere definito un film di satira o denuncia, ma i toni spesso votati al demenziale lo fanno apparire più come una commedia che sbeffeggia compiaciuta certi modelli americani. Weitz insomma sembra più preoccupato di strappare la fragorosa risata, questo a discapito di una sana riflessione su certi temi scottanti.
postato da: Iggy alle ore 14:25 | Permalink | commenti (7)
Commenti
#1   20 Giugno 2007 - 21:37
 
Sto andando proprio ora a fiondarmi sul divano per vederlo....Domani ti dico cosa ne penso....
:-)
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#2   20 Giugno 2007 - 22:16
 
Oh bene, non vedo l'ora di discuterne! :)
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#3   24 Giugno 2007 - 14:44
 
Dopo averlo visto...penso che Weitz puntasse sicuramente alla risata...
Ma penso che sperasse che attraverso la risata (amara) arrivasse la riflessione, com'è successo alla sottoscritta...che piu che ridere ha pensato...
E' un buon film...con Grant in gran forma...molto più che quando fà il bravo ragazzo...
Lo ricordo ancora nel film "Un'avventura terribilmente complicata"...dove riesce a dar vita ad un personaggio davvero disgustoso...
Come per altri motivi anche Tweed lo è...ma non quanto le personcine che vogliono diventare famose grazie ad "American dreamz"...
Personcine pronte a mettere la propria vita in piazza per i famosi quindici minuti di celebrità....
Ma coerenti nel loro cinismo fino all'ultimo...come la nuova fidanzatina d'America Sally Kendoo...
Tutti coerenti tranne uno...e forse per questo a mio vedere il piu disgustoso tra tutti...e cioè "l'eroe" William Williams...
Che dimostra di non essere quello che vuole far credere...e che anche lui vuole i suoi "quindici minuti"...con risultati nefasti...
Film da raccomandare sicuramente...a chi ha voglia di sorridere ma anche di pensare....

Felice domenica caro Iggy....
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#4   24 Giugno 2007 - 15:01
 
Ho riletto la recensione prima di leggere il tuo commento; fa uno strano effetto ritrovare parole dettate dal momento (avevo appena visto American Dreamz) e confrontarle con l'idea che si ha oggi dello stesso film, dopo che questo ha avuto modo di sedimentare e crescere. Devo dire che mi trovo daccordo con quanto dici e il giudizio positivo sul film di Weitz rimane! Continuo a pensare che una critica come quella vista per esempio in "Thank You For Smoking", a me personalmente avrebbe dato più soddisfazione. In questo caso, le molte situazioni sopra le righe possono far passare la riflessione in secondo piano, ma ripeto: questo è sicuramente un film di intrattenimento intelligente. Grant è strepitoso e per me è stato una sorpresa, considerando che mi sta cordialmente sulle palle!
Molto interessante la tua considerazione sui personnaggi, coerenti nelle loro bassezze e in fondo innocui, nulla in confronto a William che, nascondendosi dietro un'etica e una morale condivisa, risulta essere il più meschino di tutti!

Buona domenica anche a te! ;)
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#5   27 Luglio 2007 - 20:12
 
film godibile ma non eccelso..concordo con quanto dici sulle ambizioni satiriche del regista non appagate a pieno..ammesso che le abbia avute...il personaggio del presidente analizzato con buona volontà sembra avere 'pretese satiriche'..ma con uno sguardo veloce potrebbe risultare semplicemente un presidente sbeffeggiato con un ritratto dmenziale...un presidente alla leslie nielsen per intenderci(scary movie)
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#6   27 Luglio 2007 - 20:14
 
secondo me (sempre riferito al personaggio del presidente in balia del consigliere)
il regista ha ottenuto di più di quanto volesse (e meritasse)..
mi sentirei di dare al film un 6 comunque
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#7   30 Luglio 2007 - 12:02
 
Tabagista, anche a me era venuto in mente Leslie Nielsen! ^^

Grazie per la visita!
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Commenti

categoria:recensioni, iggy