Weekend bulimico
In questi ultimi giorni ho avuto un pò di tempo libero da dedicare a visioni più o meno edificanti; questo è il resoconto di un fine settimana fatto di cinema.
Almost Famous
Cameron Crowe
2000

Avrei voluto vivere negli anni '70, ma i miei genitori se la sono presa con comodo e mi sono toccati gli anni '80 con tutti i loro pro e contro. Ora ho 27 anni, età in cui molti cantanti di quel periodo avevano già fatto di tutto, ed io? Io non ho un gruppo e non ho nemmeno una sincera e onesta tossicodipendenza! Naturale poi che quando mi trovo davanti ad un film del genere smetto di ragionare. Almost Famous racconta la musica degli anni '70 attraverso il racconto autobiografico di Cameron Crowe (a suo tempo giovanissimo cronista della famosa rivista Rolling Stones), portandoci dietro le quinte di questo mondo, tra groupies, gruppi rock in conflitto e magagne del music business. All'appello manca solo lo spirito autodistruttivo di quegli anni e, per questo, il film di Crowe risulta assolutamente innocuo, ma riesce comunque a trasmettere l'essenza di quel periodo risultando molto piacevole.
The Island
Michael Bay
2005

Ogni tanto bisogna concedersi anche un sano blockbuster e The Island rientra sicuramente in questa categoria. Il film parte bene e il soggetto, che verte sul tema molto attuale e scottante della clonazione, incuriosisce. Visivamente e narrativamente d'impatto nella prima parte, il film si perde inevitabilmente per strada col passare dei minuti e Bay, tenendo fede al suo stile, ci propina una serie di scene d'azione spettacolari, chiassose e non indispensabili. Peccato, poteva essere un buon film di genere da ricordare, ma è solo l'ennesimo film da guardare e dimenticare.
Schegge di April
Peter Hedges
2003

Peter Hedges, qui alla sua prima regia e già sceneggiatore di "About a boy" e "Buon compleanno Mr Grape", ci regala un piccolo film semplice nelle situazioni e nelle vicende, ma non nel contenuto. La storia ha per protagonista April (Katie Holmes), giovane ribelle e in pessimi rapporti con la famiglia, che decide comunque di invitare i propri parenti nel suo piccolo appartemento newyorkese il giorno del ringraziamento. Il film è tutto qui, vediamo April che si prepara per riceverli e che viene aiutata dalla piccola comunità che alloggia nel suo palazzo per preparare il pranzo, e vediamo la famiglia di April in viaggio verso quella figlia di cui hanno solo pessimi ricordi. Tra momenti drammatici e altri particolarmente ironici, Schegge di April si sviluppa in maniera molto discreta ed intima, proponendo situazioni in cui è molto facile riconoscersi, questo grazie anche a un buon cast di supporto in cui spicca un'immensa Patricia Clarkson.
Ogni cosa è illuminata
Liev Schreiber
2005

Finalmente l'ho rivisto dopo essermene innamorato pochi mesi fa, quando andai al cinema senza troppe aspettative e mi ritrovai davanti ad un'opera di rara bellezza e intensità emotiva. Jonathan (Elijah Wood) è un ebreo americano che parte per l'Ucraina alla ricerca del passato e della donna che salvò la vita al nonno; inizia così un viaggio di scoperta, accompagnato da due personaggi buffi e misteriosi. Schreiber sviluppa così un personale road movie, divertente nella prima parte e commovente nella seconda, riuscendo a fondere le due cose in modo impeccabile e arrivando alla scoperta di quel passato che, per Jonathan sarà uno strumento necessario per illuminare il presente. Questo film meriterebbe pagine e pagine di lodi, ma mi basta consigliarvelo: fatelo vostro al più presto
In questi ultimi giorni ho avuto un pò di tempo libero da dedicare a visioni più o meno edificanti; questo è il resoconto di un fine settimana fatto di cinema.
Almost Famous
Cameron Crowe
2000

Avrei voluto vivere negli anni '70, ma i miei genitori se la sono presa con comodo e mi sono toccati gli anni '80 con tutti i loro pro e contro. Ora ho 27 anni, età in cui molti cantanti di quel periodo avevano già fatto di tutto, ed io? Io non ho un gruppo e non ho nemmeno una sincera e onesta tossicodipendenza! Naturale poi che quando mi trovo davanti ad un film del genere smetto di ragionare. Almost Famous racconta la musica degli anni '70 attraverso il racconto autobiografico di Cameron Crowe (a suo tempo giovanissimo cronista della famosa rivista Rolling Stones), portandoci dietro le quinte di questo mondo, tra groupies, gruppi rock in conflitto e magagne del music business. All'appello manca solo lo spirito autodistruttivo di quegli anni e, per questo, il film di Crowe risulta assolutamente innocuo, ma riesce comunque a trasmettere l'essenza di quel periodo risultando molto piacevole.
The Island
Michael Bay
2005

Ogni tanto bisogna concedersi anche un sano blockbuster e The Island rientra sicuramente in questa categoria. Il film parte bene e il soggetto, che verte sul tema molto attuale e scottante della clonazione, incuriosisce. Visivamente e narrativamente d'impatto nella prima parte, il film si perde inevitabilmente per strada col passare dei minuti e Bay, tenendo fede al suo stile, ci propina una serie di scene d'azione spettacolari, chiassose e non indispensabili. Peccato, poteva essere un buon film di genere da ricordare, ma è solo l'ennesimo film da guardare e dimenticare.
Schegge di April
Peter Hedges
2003

Peter Hedges, qui alla sua prima regia e già sceneggiatore di "About a boy" e "Buon compleanno Mr Grape", ci regala un piccolo film semplice nelle situazioni e nelle vicende, ma non nel contenuto. La storia ha per protagonista April (Katie Holmes), giovane ribelle e in pessimi rapporti con la famiglia, che decide comunque di invitare i propri parenti nel suo piccolo appartemento newyorkese il giorno del ringraziamento. Il film è tutto qui, vediamo April che si prepara per riceverli e che viene aiutata dalla piccola comunità che alloggia nel suo palazzo per preparare il pranzo, e vediamo la famiglia di April in viaggio verso quella figlia di cui hanno solo pessimi ricordi. Tra momenti drammatici e altri particolarmente ironici, Schegge di April si sviluppa in maniera molto discreta ed intima, proponendo situazioni in cui è molto facile riconoscersi, questo grazie anche a un buon cast di supporto in cui spicca un'immensa Patricia Clarkson.
Ogni cosa è illuminata
Liev Schreiber
2005

Finalmente l'ho rivisto dopo essermene innamorato pochi mesi fa, quando andai al cinema senza troppe aspettative e mi ritrovai davanti ad un'opera di rara bellezza e intensità emotiva. Jonathan (Elijah Wood) è un ebreo americano che parte per l'Ucraina alla ricerca del passato e della donna che salvò la vita al nonno; inizia così un viaggio di scoperta, accompagnato da due personaggi buffi e misteriosi. Schreiber sviluppa così un personale road movie, divertente nella prima parte e commovente nella seconda, riuscendo a fondere le due cose in modo impeccabile e arrivando alla scoperta di quel passato che, per Jonathan sarà uno strumento necessario per illuminare il presente. Questo film meriterebbe pagine e pagine di lodi, ma mi basta consigliarvelo: fatelo vostro al più presto





