CSI: Grave Danger
Quentin Tarantino
2005
Devo premettere una cosa: sono un grande fan di CSI, serie che reputo una delle migliori degli ultimi tempi per tecnica e livelli di scrittura (anche se il mio interesse va scemando col passare delle stagioni). Ideata da Jerry Bruckheimer, CSI è una di quelle cose meravigliose cha accadono ogni tot di anni nel piccolo schermo, lavori rivoluzionari che costringono a dover rivedere tutto un modo di fare televisione, così come in passato era successo conTwin Peaks, XFiles o ER (serie che hanno portato poi a filoni più o meno validi di cloni). Ancora, sono un estimatore di Quentin Tarantino che non ha bisogno delle mie presentazioni. Quando appresi la notizia di una collaborazione tra il famoso regista e la squadra di CSI rimasi piacevolmente colpito, ancora di più quando lessi che il soggetto sarebbe stato il suo e che avrebbe avuto carta bianca su tutto. Le aspettative erano decisamente alte. Nonostante questi presupposti, non appena terminai la visione diGrave Danger , in anteprima su fox, la mia delusione si tagliava a fette. In breve 80 minuti di Nick Stoke che viene rapito sulla scena di un crimine e sepolto vivo in una bara in plexiglass con solo un registratore, delle torce e una pistola per togliersi la vita. I suoi colleghi possono vederlo tramite una telecamera posta all'interno della bara: inizia a questo punto una corsa contro il tempo per salvarlo. Quello che è subito lampante in questa puntata (che sarebbe dovuta essere atipica, ma non lo è stata) è il fatto che Tarantino, a dispetto di quanto annunciato, ha castrato il suo estro per mettersi al servizio della serie. Qualcuno potrebbe sostenere che è giusto sia così perchè non avrebbe avuto senso snaturare un prodotto ben delineato come CSI, ma sottolineo che è inutile a questo punto assoldare un pezzo da novanta e tenerlo al quinzaglio. I due episodi hanno sicuramente un ritmo serrato e coinvolgente, lo spettacolo è godibilissimo, ma in questi anni all'interno della serie si sono viste puntate decisamente più interessanti e appaganti di questa. La mano di Tarantino si nota in alcuni punti, ma è talmente autoreferenziale e di maniera da infastidire: le visioni di Nick sul finale steso su un tavolo da obitorio in una sequenza gore girata in bianco e nero (ricorda qualcosa?), la morte del padre vendicatore, l'idea delle formiche (l'unico vero lampo di genio), l'autocitazione della bara di Kill Bill e una struttura a flashback, soprattutto nella prima parte che richiama le sueIene . Non si può certo dire che il suo sia un lavoro mal riuscito; la regia è impeccabile come sempre eppure non convince: sembra che questa volta il nostro Quentin si sia divertito a vestire i panni del regista tv che cita Tarantino
Quentin Tarantino
2005
Devo premettere una cosa: sono un grande fan di CSI, serie che reputo una delle migliori degli ultimi tempi per tecnica e livelli di scrittura (anche se il mio interesse va scemando col passare delle stagioni). Ideata da Jerry Bruckheimer, CSI è una di quelle cose meravigliose cha accadono ogni tot di anni nel piccolo schermo, lavori rivoluzionari che costringono a dover rivedere tutto un modo di fare televisione, così come in passato era successo conTwin Peaks, XFiles o ER (serie che hanno portato poi a filoni più o meno validi di cloni). Ancora, sono un estimatore di Quentin Tarantino che non ha bisogno delle mie presentazioni. Quando appresi la notizia di una collaborazione tra il famoso regista e la squadra di CSI rimasi piacevolmente colpito, ancora di più quando lessi che il soggetto sarebbe stato il suo e che avrebbe avuto carta bianca su tutto. Le aspettative erano decisamente alte. Nonostante questi presupposti, non appena terminai la visione diGrave Danger , in anteprima su fox, la mia delusione si tagliava a fette. In breve 80 minuti di Nick Stoke che viene rapito sulla scena di un crimine e sepolto vivo in una bara in plexiglass con solo un registratore, delle torce e una pistola per togliersi la vita. I suoi colleghi possono vederlo tramite una telecamera posta all'interno della bara: inizia a questo punto una corsa contro il tempo per salvarlo. Quello che è subito lampante in questa puntata (che sarebbe dovuta essere atipica, ma non lo è stata) è il fatto che Tarantino, a dispetto di quanto annunciato, ha castrato il suo estro per mettersi al servizio della serie. Qualcuno potrebbe sostenere che è giusto sia così perchè non avrebbe avuto senso snaturare un prodotto ben delineato come CSI, ma sottolineo che è inutile a questo punto assoldare un pezzo da novanta e tenerlo al quinzaglio. I due episodi hanno sicuramente un ritmo serrato e coinvolgente, lo spettacolo è godibilissimo, ma in questi anni all'interno della serie si sono viste puntate decisamente più interessanti e appaganti di questa. La mano di Tarantino si nota in alcuni punti, ma è talmente autoreferenziale e di maniera da infastidire: le visioni di Nick sul finale steso su un tavolo da obitorio in una sequenza gore girata in bianco e nero (ricorda qualcosa?), la morte del padre vendicatore, l'idea delle formiche (l'unico vero lampo di genio), l'autocitazione della bara di Kill Bill e una struttura a flashback, soprattutto nella prima parte che richiama le sueIene . Non si può certo dire che il suo sia un lavoro mal riuscito; la regia è impeccabile come sempre eppure non convince: sembra che questa volta il nostro Quentin si sia divertito a vestire i panni del regista tv che cita Tarantino
postato da: Iggy alle ore 22:34 | Permalink |
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categoria:recensioni, serie tv, iggy
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