giovedì, 18 maggio 2006
La bestia nel cuore
Cristina Comencini
2005

Alla Mostra del cinema di Venezia 2005 La bestia nel Cuore, di Cristina Comencini (figlia del già noto cineasta Luigi, con cui ha collaborato a lungo nei panni di sceneggiatore), era il secondo film italiano ad appellarsi alla critica. Ha strappato applausi e commozione, e c'era da aspettarselo, vista l'attualità e la drammaticità del tema, delicato e coraggiosamente disturbante. Tratto dall'omonimo romanzo della stessa regista, il film ci racconta di Sabina (una splendida Giovanna Mezzogiorno), doppiatrice di telefilm, bella e felicemente innamorata di Franco (Alessio Boni), attore di teatro. La loro convivenza è serena, minacciata appena dalle esigenze economiche, che portano Franco a vestire i panni di attore in un discutibile telefilm. L'equilibrio di Sabina è però minacciato dai suoi incubi, cominciati in concomitanza con la sua gravidanza, che riportano alla luce sfumature dei ricordi della sua infanzia. In questa condizione, riconosce in suo fratello Daniele (un Luigi Lo Cascio non in ottima forma) l'unica persona in grado di poterla aiutare a ricordare. La verità che emergerà dal loro incontro si rivelerà per Sabina a tratti insormontabile, ma la renderà più forte e preparata ai "chiaroscuri della normalità". La Comencini dimostra una discreta maturità artistica, ma non sempre capace di dirigere gli attori in modo convincente in certe scene, che avrebbero richiesto una maggiore carica emotiva dagli interpreti protagonisti. Questo porta a riconoscere una drammaticità spezzata, non adeguatamente preparata nel corso del film, e che prende il posto che merita, con forza e vigore, solo verso la fine. L'equilibrio tra ironia e passione dei personaggi non protagonisti è invece perfettamente riuscita: le interpretazioni di Angela Finocchiaro (Maria), Stefania Rocca (Emilia) e Giuseppe Battiston (il Regista Negri) sono curate, eleganti e convincenti. Buono anche il taglio registico e la scelta degli ambienti, con dialoghi quasi sempre all'altezza. Discreta quanto caratteristica (tipica del cinema italiano "impegnato") è la fotografia, senza eccessi ma di classe, nelle contrapposizioni di luci, ombre e colori. Non all'altezza è forse la colonna sonora, poco ricercata e sterile, che passa quasi "inascoltata". Film ben oltre la sufficienza, macchiato forse da una sottile incoerenza nella scelta di un tema forse eccessivamente scabroso, che appare oscurare il coraggio di averlo proposto.

recensione scritta da tagtgren

postato da: Iggy alle ore 13:55 | Permalink | commenti (6)
Commenti
#1   18 Maggio 2006 - 18:24
 
ciao! vedo che anche tu ami i film...
Spero che questo sia un film degno di portare il nome ITALIA... é stato accolto abbastanza bene, quindi dopo il codice mi tocca vedere anche questo...
Sarà un finesettimana abbstanza dispendioso... :D
ciauuz
utente anonimo

#2   18 Maggio 2006 - 19:01
 
Mi son vergognato a essere rappresentato agli oscar da questo film.La comencini aveva "la megliò gioventù" deglòi attori e nessuno(NESSUNO) ha recitato bene.Coppa Volpi alla Mezzoggiorno solo perchè italiana e il film è una produzione RaiCinema(vi ricordate i commenti di ricatto dopo che Buongiorno Notte di Bellocchio non vinse?!..ecco)
Film inutile.
MR DAVIS.
utente anonimo

#3   19 Maggio 2006 - 00:20
 
non parlerei di vergogna, per quanto mi riguarda, ma di scelta inappropriata. siamo ben lontani dall'oscar, da tutti i punti di vista. non ho proprio capito perchè sia finito proprio questo film a rappresentare il cinema italiano. inappropriato, dicevo, proprio perchè non lo rappresenta affatto.

il film è inutile per come è stato creato e la trama risolta, sarebbe comunque stato molto difficile farlo diventare un capolavoro.
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#4   19 Maggio 2006 - 12:14
 
mah, sai che invece secondo me di materiale per fare un bel film ce n'era?!...Si parla di abusi, segreti, rapporti familiari..Purtroppo La comencini non è stata all altezza, sbagliando quasi tutto...
MR DAVIS
utente anonimo

#5   19 Maggio 2006 - 13:47
 
si certo, ogni storia anche la più banale, se raccontata bene, può colpire, appassionare, coinvolgere. in questo caso è andato tutto (o quasi) storto. di certo l'attitudine italiana verso le tematiche in questione è troppo condizionata dalla mentalità bigotta, alla comencini è mancata la creatività e la capacità di servire il piatto in modo che tutti potessero assaporarlo, anche a livelli di lettura diversi.
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#6   19 Maggio 2006 - 17:30
 
esatto..d accordissimo con te..A volte sio vuole fare il passo più lungo della gamba: se si vuole creare un atmosfera "con emozione soffocate" occore essere in grado di saperlo fare..
MR DAVIS.
utente anonimo

Commenti

categoria:recensioni