IL MAGLIONE CELESTE
da Il Caimano
Nanni Moretti
2006
Bruno torna a casa distrutto, colmo di rabbia. Fino a pochi giorni prima quella era la casa della sua sicurezza: una moglie e due figli in cui rifugiarsi da una quotidianeità lavorativa sempre meno stimolante. Una dimensione dove poter essere ancora parte attiva, nonostante i rapporti con sua moglie stiano diventando sempre più freddi. Le relazioni finiscono, a volte senza un motivo reale e, nelle coppie c'è spesso chi subisce più dell'altro. In questo caso è Bruno a dovere assecondare Paola per una separazione, va via da quella casa, si butta sul lavoro, dorme in ufficio, ma ha una latente consapevolezza che quella possa essere una rottura momentanea; ama troppo la sua famiglia. E invece capita di incontrare per caso la propria moglie, per lei quella non era una pausa, era una separazione definitiva; si accompagna ad un altro uomo e sembra serena. Bruno non ha il coraggio di affrontarla, ma torna in quella casa dove ha costruito tutto con lei, con l'intento di aspettarla e parlarle, ma non ce la fa. Cerca di piangere, ma non ci riesce, si muove come un animale in gabbia, scaglia goffamente una sedia per terra, vorrebbe essere distruttivo, ma non riesce a farlo. Si dirige nella stanza, in quella stanza dove si sono amati, fruga tra i cassetti di Paola, cerca, arriva ad un maglione celeste, lo adagia sul letto e lo "ferisce" con delle forbici fino a distruggerlo. Quel maglione è la metafora di un amore che finisce, un oggetto che è stato significativo, un regalo di Bruno a Paola che viene eliminato. Bruno diventa parte attiva, costringendo sua moglie ad elaborare la separazione. E' una doccia fredda:mi hai lasciato, ma sarò io a chiudere definitivamente il gioco, sembra pensare Bruno mentre va via. Paola lo chiama poco dopo, in lacrime: perchè lo hai fatto!? Era importante...E' questa una delle sequenze più significative de Il Caimano. Moretti dipinge con poesia una storia di distacco e separazione e, se nel suo precedente film il lutto era elaborato attraverso una stanza, qui la chiave è quel maglione celeste. Pochi registi possono permettersi delle soluzioni così attente e lucide, ed è per questo che il suo, risulta un film riuscito, con molti punti di forza ben più importanti dell'argomento a cui si è dato maggior risalto. Soffermarsi solo sull'aspetto politico, sarebbe banalizzare un lavoro pressochè perfetto; un film che si muove abilmente su più piani, ottima la scelta del film nel film, alternando il grottesco alla commedia e al drammatico, in cui è un piacere ammirare un Silvio Orlando in stato di grazia, una Margherita Buy intensa ed ironica come non si vedeva da tempo e, una Jasmine Trinca che diventa una certezza tra le attrici di nuova generazione. Un cast impeccabile che dà vita ad una storia che è l'ennesimo ritratto della nostra società visto da un occhio, quello di Moretti, sensibile e capace di raccogliere la quotidianità e raccontarcela.
da Il Caimano
Nanni Moretti
2006
Bruno torna a casa distrutto, colmo di rabbia. Fino a pochi giorni prima quella era la casa della sua sicurezza: una moglie e due figli in cui rifugiarsi da una quotidianeità lavorativa sempre meno stimolante. Una dimensione dove poter essere ancora parte attiva, nonostante i rapporti con sua moglie stiano diventando sempre più freddi. Le relazioni finiscono, a volte senza un motivo reale e, nelle coppie c'è spesso chi subisce più dell'altro. In questo caso è Bruno a dovere assecondare Paola per una separazione, va via da quella casa, si butta sul lavoro, dorme in ufficio, ma ha una latente consapevolezza che quella possa essere una rottura momentanea; ama troppo la sua famiglia. E invece capita di incontrare per caso la propria moglie, per lei quella non era una pausa, era una separazione definitiva; si accompagna ad un altro uomo e sembra serena. Bruno non ha il coraggio di affrontarla, ma torna in quella casa dove ha costruito tutto con lei, con l'intento di aspettarla e parlarle, ma non ce la fa. Cerca di piangere, ma non ci riesce, si muove come un animale in gabbia, scaglia goffamente una sedia per terra, vorrebbe essere distruttivo, ma non riesce a farlo. Si dirige nella stanza, in quella stanza dove si sono amati, fruga tra i cassetti di Paola, cerca, arriva ad un maglione celeste, lo adagia sul letto e lo "ferisce" con delle forbici fino a distruggerlo. Quel maglione è la metafora di un amore che finisce, un oggetto che è stato significativo, un regalo di Bruno a Paola che viene eliminato. Bruno diventa parte attiva, costringendo sua moglie ad elaborare la separazione. E' una doccia fredda:mi hai lasciato, ma sarò io a chiudere definitivamente il gioco, sembra pensare Bruno mentre va via. Paola lo chiama poco dopo, in lacrime: perchè lo hai fatto!? Era importante...E' questa una delle sequenze più significative de Il Caimano. Moretti dipinge con poesia una storia di distacco e separazione e, se nel suo precedente film il lutto era elaborato attraverso una stanza, qui la chiave è quel maglione celeste. Pochi registi possono permettersi delle soluzioni così attente e lucide, ed è per questo che il suo, risulta un film riuscito, con molti punti di forza ben più importanti dell'argomento a cui si è dato maggior risalto. Soffermarsi solo sull'aspetto politico, sarebbe banalizzare un lavoro pressochè perfetto; un film che si muove abilmente su più piani, ottima la scelta del film nel film, alternando il grottesco alla commedia e al drammatico, in cui è un piacere ammirare un Silvio Orlando in stato di grazia, una Margherita Buy intensa ed ironica come non si vedeva da tempo e, una Jasmine Trinca che diventa una certezza tra le attrici di nuova generazione. Un cast impeccabile che dà vita ad una storia che è l'ennesimo ritratto della nostra società visto da un occhio, quello di Moretti, sensibile e capace di raccogliere la quotidianità e raccontarcela.
postato da: Iggy alle ore 16:38 | Permalink |
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categoria:recensioni, iggy, festival tavolara
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