martedì, 20 maggio 2008
Speed Racer
Andy & Larry Wachowski
2008

La novità è che dopo il lesbo noir “Bound” e le derive filosofiche del fantascientifico “Matrix”, il ritorno dei fratelli Wachowski è a dimensione familiare e, visto il soggetto, non poteva essere altrimenti. Ispirato all’anime giapponese “Match Go Go Go”, Speed Racer è un’esperienza unica, un giocattolone psichedelico che non ha uguali nella sua forma compositiva. I Wachowski infatti si sbizzarriscono e re-inventano anche stavolta il genere: il risultato è un film che sembra un cartone riveduto e corretto, dove la grafica digitale non è solo lo sfondo in cui impiegare tutto il budget a disposizione, ma parte integrante del progetto che inonda letteralmente i personaggi che la percorrono a tutta velocità. Una velocità ricercata ossessivamente non solo nello spirito del racconto su quattro ruote e circuiti automobilistici, ma anche nella struttura stessa del film che, salvo alcune parentesi, non scende mai al di sotto dei 400 chilometri orari con un montaggio adrenalinico (il primo quarto d’ora è da incorniciare), carrelli al limite dell’impossibile, telecamere volanti, frenetici cambi si soggettiva, stacchi dinamici, sovrimpressioni, il tutto immerso in una fotografia dai colori abbaglianti e iperrealistici e un’estetica “frullata” da pop art. Di contro però ad un impatto visivo che mozza il fiato e diverte, non si può non sottolineare la faciloneria di una sceneggiatura che, pur filando liscia senza intoppi non lesina seriosa retorica da buoni sentimenti e concessioni ad un infantilismo che risultano ancora più stridenti se si pensa al fatto che nemmeno i film di animazione moderni cadono più in simili clichè. Ad un film come questo avrebbe giovato insomma una buona dose di ironia che qui è carente e spesso attribuita ad un bambino che si accompagna ad una scimmia umanizzata. Forma o sostanza, decidete dunque voi a quale aspetto dare più peso. Qui Speed Racer, nel suo essere puro intrattenimento roboante e sopra le righe ha convinto non poco: quando si esce dalla sala carichi di entusiasmo alcune considerazioni possono anche passare in secondo piano, no? Quindi, piede sull’acceleratore e go go go!
postato da: Iggy alle ore 00:10 | Permalink | commenti (31)
Commenti
#1   20 Maggio 2008 - 14:08
 
>>>il primo quarto d’ora è da incorniciare

Non sono *non* d'accordo--
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#2   20 Maggio 2008 - 14:50
 
Io ho lasciato e lascerò perdere...
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#3   21 Maggio 2008 - 12:21
 
me lo perdo volentierissimo...
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#4   21 Maggio 2008 - 13:08
 
6 l'unico (per ora) da cui ho letto un commento positivo...io lascio perdere molto volentieri...ho già buttato la bellezza di 6,50+6,50 euro per i wachowski (i seguiti di matrix) e se vogliamo altri 6,50 per v per vendetta dato che dietro c'eran sempre loro....
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#5   21 Maggio 2008 - 16:20
 
Sicuramente "da vedere" nel senso che in un film del genere l'aspetto audiovisivo è tutto.

Spiace sapere che la storia cada in scontate parentesi degne di un telefilm della Disney...

Comunque, mi auguro che i Wachoski girino la più presto davvero un film "loro", cioè con un soggetto originale ed una sceneggiatura adeguata...

Non sono dei fessi, lo sappiamo. Ma il guaio è che troppi soldi+gloria alla fine ti succhiano la creatività :(

Bye!
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#6   21 Maggio 2008 - 17:08
 
Anche io l'ho lasciato perdere, come ha detto deneil, i Wachowski mi hanno fregato già troppe volte. Comuqnue penso che noleggerò il dvd: un po' sono curioso e un po' perchè devo vedere qualsiasi film con la Ricci!

Ciao,
Lore
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#7   21 Maggio 2008 - 20:26
 
Wow, un tripudio di consensi! Ahahah!
Sinceramente non capisco e non capirò mai le pesanti stroncature rivolte a Speed Racer: ha i suoi limiti, ma anche solo a soffermarsi sull’aspetto ludico, per me è decisamente superiore ad altri film suoi simili! Sul resto mi chiedo come si possa sorvolare sul fatto che questi poveri Wachowski si siano inventati nuove tecniche di ripresa per girarlo. Insomma, dietro c’è testa, c’è un’idea, c’è un lavoro, c’è una ricerca stilistica ed estetica pazzesca, la grafica digitale non è un semplice sfoggio (come in “300”) ma è funzionale a ciò che viene raccontato. Per un genere che spesso gira su se stesso, questo è per me un aspetto non di poco conto! E poi magari tutti pazzi per un film come CLOVERFIELD (giusto per citare un esempio recente) che in quanto a banalità di trama e scrittura è ai livelli di questo film, che è un riciclo continuo di idee altrui e che si regge su considerazioni extrafilmiche magari più profonde, ma che incollate ad un lavoro che è comunque un giocattolone, suonano più come una bella paraculata! (Non me ne voglia chi nello specifico ha apprezzato il film di Reeves, il mio è un discorso in generale) ^^
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#8   22 Maggio 2008 - 09:52
 
Mi sache sono l'unico che spera di riuscire a vederlo...^^
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#9   22 Maggio 2008 - 13:11
 
Credo di non aver mai letto un commento con il quale sono meno d'accordo che con il tuo nr.7 sul discorso "Cloverfield-Speed Racer" ^^.

Si scherza naturalmente...ma abbiamo idee un pò diverse sull'argomento :)
Ogni tanto fa anche bene...

Un saluto

Chimy
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#10   22 Maggio 2008 - 14:02
 
@ Filippo,
contavo sul tuo appoggio! Ahahahah!

@ Chimy,
ho visto CLOVERFIELD qualche giorno fa e per me è un'allucinazione collettiva! Mi è piaciuto, sia chiaro, ma quando leggo di paragoni con "Quarto Potere" francamente mi girano le palle! ^^ Anche sforzandomi non riesco a prenderlo sul serio. Secondo me è un film molto furbo che non possiede quel quid che lo rende grande e capace di emanciparsi dal genere da cui nasce. Poi, a me personalmente non va di riflettere su un film che è stato preceduto da un'anno di viral marketing e su cui si sta già lavorando ad un seguito. Il mio paragone è ovviamente una provocazione, ma mi piacerebbe riflettere su una cosa: perchè nel caso dei Wachowski si rifiuta una riflessione sulla forma?
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#11   22 Maggio 2008 - 14:07
 
scusa lo spam ma dalle tue parti non è che c'è qualche libreria interessata a tenere un libro? ho scritto un romanzo e vorrei farlo conosceere in giro...ciao!!
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#12   22 Maggio 2008 - 15:18
 
Vabbè adesso paragoni con "Quarto potere" sono certamente assurdi... io qui non c'entro ^^

La forma di "Speed Racer" a me, a livello di gusti, non è piaciuta... per fare un paragone con "Cloverfield", la forma in "Speed Racer" è quella di un giocattolone commerciale, che a me (onestamente) interessa poco. Però hai ragione che c'è certamente di cui discutere.

In "Cloverfield" c'è invece, a mio parere sulla forma, un'enorme riflessione sulla contemporaneità e sul modo in cui gestiamo il nostro sguardo nei confronti dell'universo odierno dell'immagine.

Se t'interessa un pò meglio la mia opinione sul film (dato che mi reputo uno di quelli impazziti maggiormente per quel film...), dai un occhio, se ti va, alla recensione che avevo scritto... purtroppo non riesco a sintetizzare in un commento il mio pensiero su un film che reputo così importante linguisticamente.
Poi ne riparliamo se vuoi...

Ciao

Chimy
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#13   22 Maggio 2008 - 17:02
 
Io Speed Racer non credo di andarlo a vedere perchè questo tipo di film non mi esalta. In questo sono abbastanza purista per cui non riesco a farmi piacere un film strepitoso dal punto di vista grafico ma con una storia poco avvincente.

Circa il paragone con Cloverfield (che ho visto invece) capisco il confronto: entrambi puntano molto sul fattore forma e su questo devo dire che almeno Speed Racer ha dalla sua il fatto di essere originale. Cloverfield è a mio avvido un prodotto commerciale fine a se stesso: molto ben fatto sicuramente ma dubito di rivederlo in quanto una volta svanito l effetto "prima volta" svanisce il film.

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#14   22 Maggio 2008 - 18:20
 
Non so se andrò a vederlo al cinema, perché sinceramente non mi ispira. Ma il tuo discorso sulla forma mi interessa e prendo in considerazione la tua proposta. Farò lo sforzo di vederlo (purtroppo per il poco tempo di cui dispongo in questo periodo) almeno in DVD (al cinema se non arrivassero film interessanti dalle mie parti). Grazie.
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#15   22 Maggio 2008 - 18:38
 
Confesso di non aver ancora capito se mi è piaciuto o meno questo film! Mah ... mi ha lasciato interdetto!
Ciao, Ale
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#16   22 Maggio 2008 - 23:13
 
@ Chimy,
Premessa: per me si tratta in entrambi i casi di cinema nato per essere commerciale.

Diciamo che il limite di “Speed Racer” è prettamente contenutistico: quello che veicola non va di pari passo con la sua forma rivoluzionaria (non è un Lucas col primo “Star Wars” per dire). Per questo motivo, seppure difendendolo per tutti gli elementi che ho già elencato, il mio giudizio non va oltre un’onesta sufficienza. Ho accettato il compromesso anche perché a livello di partecipazione questo film mi ha dato ciò che aspettavo. Ma tu sei andato a vederlo sperando davvero di non ritrovarti tra le mani un “giocattolone commerciale”? Non ci credo! ^^

Parlavo di contenuti e arriviamo a “Cloverfield”: io penso che un linguaggio debba essere in rapporto con ciò che racconta per essere davvero pregnante. Qui l’ho trovato fine a se stesso. Vero, la telecamera diventa l’occhio di chi sta vivendo l’evento, ma in questo caso per me si assiste più a una strategia per creare pathos piuttosto che una cura di forma, per distogliere l’attenzione da un soggetto praticamente nullo e che ricicla i tanti stilemi del genere. Cioè io penso ad Abrams e Reeves che dicono: ok, stiamo praticamente facendo un remake di Godzilla (anche per quello che il mostro metaforicamente rappresenta), come possiamo renderlo più attuale? Semplice usiamo la mdp a mano così facciamo credere al pubblico che questo sia un film che tutti possono girare. Mi sembra quasi una scelta “obbligata” più che il frutto di un’attenta riflessione sulla “youtube generation”. Sarà un mio limite, ma non riesco a ricamare più del dovuto su questo punto, anche per come è stato gestito il tutto, con manovre di marketing senza precedenti che non me lo fanno prendere sul serio, per le quali non riesco ad andare anche in questo caso oltre l’onesta sufficienza, perché è comunque un buon disaster movie! ^^


@ MrDavis,
fai male a perdere SPEED RACER: c’è Meryl Streep in un cameo! Ahahahah! ;)


@ Luciano,
grazie a te! Secondo me questo è cinema su cui fare delle riflessioni, anche feroci, ma che non possono che essere stimolanti!


@ Ale,
non rimane che fare un'altro giro in pista per capirlo! :))
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#17   22 Maggio 2008 - 23:23
 
@ artemisia80,
sinceramente non saprei, mi è capitato di vedere in esposizione libri "locali", ma non ho idea di come funzioni la cosa!
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#18   22 Maggio 2008 - 23:26
 
Come la Meryl?con casco su automobilina fiammante e occhialioni magari??Oddio corro!!!ahahahhahahah!(ovviamnete so che scherzi, figuarati se non so di qualche cameo della Actress!)^^

"Cioè io penso ad Abrams e Reeves che dicono: ok, stiamo praticamente facendo un remake di Godzilla (anche per quello che il mostro metaforicamente rappresenta), come possiamo renderlo più attuale? Semplice usiamo la mdp a mano così facciamo credere al pubblico che questo sia un film che tutti possono girare. Mi sembra quasi una scelta “obbligata” più che il frutto di un’attenta riflessione sulla “youtube generation”."

assolutamente concordo.Anche perchè più volte JJ ha detto che l idea di Cloverfield gli era arrivata mentre era in Giappone in un negozio di giocattoli e ha preso in mano il lucertolone.
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#19   22 Maggio 2008 - 23:42
 
[penso alla Streep e rido]
Riuscirebbe ad essere credibile anche sepolta nel chroma-key:))))
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#20   23 Maggio 2008 - 01:05
 
"Speed Racer" sono andato a vederlo per la curiosità di vedere questo nuovo tipo di forma, che come già detto non mi è piaciuto.
Inoltre, dato che il primo "Matrix" mi aveva folgorato, sarei andato a vedere qualsiasi cosa che i Wachowski avessero fatto dopo la trilogia di Neo.

Arriviamo all'oggetto della tenzone ^^.
"Cloverfield" fra i suoi tanti meriti, ha proprio quello di creare un intrattenimento spaventoso, facendoti entrare nella pellicola e farti scappare insieme ai personaggi... questo è un concetto commerciale, ma perfettamente riuscito... non capisco perchè dovrebbe essere un problema che ci fosse un anno di viral marketing alle spalle.
E' un film con intenti commerciali quanto "Speed Racer"... ma uno è supportato da un grandissimo intrattenimento (punto 3 della mia recensione... scusa se continuo a rimandarti lì, ma credo di essermi spiegato meglio...), l'altro invece a me ha lasciato abbastanza freddo anche a livello di emozioni. Questo per quanto riguarda il discorso commercialità... che non è sempre un limite, se si crea un intrattenimento-immedesimazione di tale livello.

"Remake di Godzilla" mi sembra davvero una definizione molto superficiale... ma se x te è così, rispetto il tuo pensiero.
Per quanto è certo che fosse un riferimento importante, io non credo sia semplicemente un discorso metaforico del mostro (bomba atomica prima, torri gemelle poi)con gli eventi successi... io credo che in "Cloverfield" ci sia un discorso superiore su cosa abbiamo visto l'11 settembre in generale, su cosa (e come) vediamo ogni giorno, su cosa ci fa paura (come rottura della quotidianeità), su come e quanto oggi si abbia il terrore puro di possibili attacchi.
Ragionamenti che certo a Godzilla, giustamente, non gliene fregava una mazza di fare.
E oggi, forse, dopo tutto quello che si è vissuto (quel giorno), ormai vedere semplicemente palazzi in fiamme (o quant'altro) non ci spaventa più e, collegandosi, ad un discorso sul fatto che ciò che viene mostrato è spesso falso... per spaventare si prende l'idea più finzionale della storia del cinema: il mostro gigante che attacca la città.

Dici che non c'è riflessione sul concetto di "Youtube generation"... mi chiedo allora il perchè di alcune scelte del film... tipo il finale. Filmare la propria morte è un'idea commerciale? E' un'idea banale per la quale il pubblico pop-corn è contento?
Ci si può vedere quello che si vuole in quella scena, ma non che sia priva di un particolare ragionamento dietro...

Oppure.... cambiamo totalmente scena... prendiamo l'inizio.
Credi che sia un'idea semplicemente commerciale, senza alcun ragionamento dietro, mostrare per 20 minuti (in un film molto breve) una festa dove non succede assolutamente niente, che porta soltanto il pubblico "commerciale" (ormai abbondo col termine, ma è solo x spiegare ^^) a scassarsi le palle e chiedersi quando arriverà il mostro cattivo?
No assolutamente, per me JJ e Reeves hanno voluto mostrare la banalità della vita odierna, per mostrare come una serata (veramente) qualunque possa interrompersi per l'arrivo della PAURA (riferimenti al terrore odierno).
Io penso che se non ci fossero state delle riflessioni, si poteva benissimo iniziare con una festa di 5 minuti, due che si baciano, poi si vedeva il mostro e si iniziava a scappare.


So che mi sarò spiegato male, ma è tardissimo e non rileggo tutto (perdona possibili, e tanti, errori ^^).

Scusa anche per la lunghezza del commento... ma è faticoso spiegare le motivazioni per cui reputo questo film così importante ^^.

Discussione molto bella cmq... non so se la proseguirò perchè, tra qui e la recensione, ho finito le cose da dire :)

Un salutone


Chimy


p.s. su "Cloverfield" per citare altre recensioni con le quali concordo in pieno, se non le hai ancora lette ti rimando (così da capire meglio il mio pdv) a quelle bellissime del Para (sotto la mia) e di Honeyboy-Cinemasema. Ciao.
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#21   23 Maggio 2008 - 01:06
 
Ammazza...adesso che l'ho visto pubblicato, ti chiedo ancora scusa per la lunghezza del commento davvero eccessiva... inoltre ero anche OT...
Sorry :)

Chimy
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#22   23 Maggio 2008 - 13:25
 
@ Chimy,
ormai un po’ ci si conosce e sai che non mi precludo nulla quando mi approccio ad un film; avevo letto la tua recensione, così come altre che ho trovato molto interessanti e utili nel momento in cui ho visto CLOVERFIELD, ma questa volta però partiamo da due punti di vista completamente differenti e forse inconciliabili. Innanzitutto specifico che per me l’essere commerciale non rappresenta un limite in assoluto altrimenti non avrei visto nemmeno Speed Racer, se ho insistito su quel termine è perché mi era sembrato che da parte tua ci fosse la sua negazione nell’applicarlo nel caso specifico al film di Reeves.

Detto questo veniamo a noi e a quel “remake di Godzilla” che ti ha fatto tanto sobbalzare! ^^ Mi è servito appunto per sostenere la tesi che sia un film che partendo da stilemi del genere li attualizza ai giorni nostri, quindi scelta logica quasi obbligata e non particolarmente ragionata. Il succo mi sembra sia tutto qui: tu vedi in ogni soluzione l’inventiva e la riflessione, io la “furbata”. CLOVERFIELD per me è un film che ha avuto la fortuna di uscire al momento giusto e se lo si analizza (come dici) partendo da aspetti extra-filmici come le fobie post 11 settembre, allora ben vengano anche le stroncature di chi dice che specula sulla tragedia e la banalizza, no? (sia chiaro che non lo penso, riporto solo differenti opinioni).

Sul resto sì, la morte al cinema è spesso un concetto commerciale perché affascina e quei 20 minuti iniziali li ho visti come un parte necessaria a far crescere l’attesa sulla svolta. Come posso riflettere sulla “banalità della vita odierna” assistendo a venti minuti di festeggiamenti? E’ davvero una metafora così forte la serata tra amici assurta come simbolo assoluto del mondo in cui viviamo? Forse intendevi quotidianità…

Cosa c’entra l’anno di viral marketing? C’entra nel momento in cui l’obiettivo è fare più incassi possibili, non ho voglia di riflettere più del dovuto su film che nascono con questi presupposti, anche perché in quel caso, per onestà intellettuale, dovrei avere lo stesso approccio con altri film del genere. Perché allora non dire che REC riflette sull’imperante morbosità da reality show o che il proliferare degli horror torture-porn sono una sublimazione degli orrori di Guantanamo e del periodo di guerra che stiamo attraversando? Suvvia! ^^

Pensando ad un ipotetico film, potrei direi che se avessi visto una specie di ELEPHANT girato completamete in soggettiva con mdp a mano, avrei goduto nel fare queste riflessioni, ma coi lucertoloni di mezzo non ce la posso fare, perdonami! Ahahah!

Quali scuse Chimy, questa è una discussione interessantissima, quindi grazie!
Un saluto! ;)

PS: Comunque non sono grandiosi, sfacciati e coraggiosi i Wachowski che deludono il loro pubblico di riferimento con un film per bambini? ^^
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#23   23 Maggio 2008 - 18:33
 
Vado avanti su alcuni punti (citando il tuo commento) per spiegare meglio... e per capire alcune cose dei tuoi che non ho ben afferrato. Ormai i diversi punti di vista cmq direi che si sono capiti ^^.


"l’essere commerciale (...) mi era sembrato che da parte tua ci fosse la sua negazione nell’applicarlo nel caso specifico al film di Reeves".

No (ma penso che hai capito), anzi, è un perfetto es. di cinema commerciale di alto livello, che porta al max l'immedesimazione pubblico-situazione mostrata.

"CLOVERFIELD per me è un film che ha avuto la fortuna di uscire al momento giusto"

Non capisco... per il post 11 settembre? per il tipo di riprese?
Mi pare che sia una scelta ragionata e non fortunata o casuale la sua uscita in questo momento..

"ben vengano anche le stroncature di chi dice che specula sulla tragedia e la banalizza"

Ben vengano sì... ma se trovavo qualcuno che scriveva sta cosa arrivavo coi cannoni puntati..he he ^^

"la morte al cinema è spesso un concetto commerciale perché affascina"

Attenzione... io non ho detto la morte al cinema, ho detto "filmare la propria morte": questo secondo me è un punto cardine. Ci tengo a farti notare la differenza...

"Come posso riflettere sulla “banalità della vita odierna” assistendo a venti minuti di festeggiamenti?Forse intendevi quotidianità… "

Sì, scusami, ti ho detto che era tardi ^^.
Io, onestamente, continuo a vederla come una scelta non rivolta al pubblico... "l'attesa sulla svolta" (per prendere le tue parole) secondo me è già una riflessione più che interessante... dato che è davvero un'attesa lunga.
Che, a mio parere, non ha fatto piacere al pubblico entrato per vedere il mostrone...

"l’obiettivo è fare più incassi possibili"

Ma, questo, mi ripeto non è per forza un limite... dato che siamo in tema, in questi giorni, molte scelte della saga di "Indiana Jones" (es- qualunque sia chiaro) non sono state fatte per fare più incassi possibili?


"Perché allora non dire che REC riflette sull’imperante morbosità da reality show?"

REC, a differenza di "Cloverfield", sfrutta le soluzioni linguistiche che sta adattando semplicemente per spaventare... "Cloverfield" questo non lo fa quasi mai.
Anche su questo punto ne avevo scritto più approfonditamente in una recensione dell'una o dell'altra...

"Il proliferare degli horror torture-porn sono una sublimazione degli orrori di Guantanamo e del periodo di guerra che stiamo attraversando?"

Non rispondo direttamente alla domanda, che giustamente è una provocazione.
Però resto in argomento dicendo che, per come la vedo io, il genere horror è uno dei generi con i quali si può maggiormente riflettere sulla realtà che ci circonda e sugli orrori reali.
Partendo dalle "maschere" horror anni '20 di Lon Chaney e co. : chiaro riferimento agli uomini mutilati durante la prima guerra mondiale.
Poi si giunge a Romero che, naturalmente, ha fatto film soprattutto "politico-sociali", raccontati con la metafora dei morti viventi.

"(...)avrei goduto nel fare queste riflessioni, ma coi lucertoloni di mezzo non ce la posso fare, perdonami!"

Ti perdono eccome... però questo è un pregiudizio brutto (non parlo di te sia chiaro...) che in troppi hanno avuto.
"Un film con un mostro? ah, è per forza una cagata..."
Dato che un pochino ti conosco, so perfettamente che tu non lo pensi... consiglio però, se non l'hai ancora visto, la visione di un altro monster movie recente che fa riflessioni importanti: "The Host".


"Comunque non sono grandiosi, sfacciati e coraggiosi i Wachowski che deludono il loro pubblico di riferimento con un film per bambini? ^^"

Secondo me no... perchè per avere un proprio pubblico bisogna fare più di un film "importante".
Per capirci, per me, è sfacciato von Trier che non ti fa vedere come finisce "The Kingdom"... ahahaha.. questa l'ho detta apposta per tornare su quell'argomento dal quale non mi sono ancora ripreso ^^

Grazie a te per la discussione, se esagero fermami ^^

Ciao carissimo, a presto ;)


Chimy



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#24   24 Maggio 2008 - 00:56
 
@ Chimyyyyyyy! ^^

Andiamo con ordine:

per momento giusto intendo appunto il post 11 settembre; ne converrai che anche non volendo, nel vedere certe immagini la mente ricorre a quell’evento che è ormai entrato nel nostro immaginario collettivo. Non riesco quindi a discriminare quanto questa associazione sia reale e parte integrante del film o solo una forzatura. Su questa ambiguità che vizia l’analisi del film, parlo di momento giusto, perché forse si partirà sempre da elementi extra-filmici e poco oggettivi per valutarlo.

Sui venti minuti d’attesa: ma che bassa considerazione hai del pubblico medio!? Ahahah! Vabbè a questa non ribatto perché mi sembra di avere già chiarito il mio punto di vista.

Salto direttamente alle considerazioni sull’horror: su questo sono daccordissimo con te. Preciso che i film citati in modo provocatorio non volevano essere parte integrante di una generalizzazione e riconosco che ci sono dei titoli che sono seminali in questo senso. Per me CLOVERFIELD non lo è e avrai capito il motivo: io parto dal presupposto che davanti all’idea di fare un nuovo disaster movie, l’unica scelta possibile per renderlo allettante era la mdp a mano in soggettiva. Riconosco l’importanza della novità all’interno del genere (perché mi sembra non sia mai stato fatto) ma non ci vedo una riflessione cosciente sul mezzo.

No, non lo definisco di certo una cagata e seguirò il consiglio su THE HOST che tra l’atro avevo già adocchiato visto che viene citato spesso per ridimensionare CLOVERFIELD! Ahahah!

L’ultima frase sui Wachoski era per far finta di ritornare in argomento! ^^ Vero che parlare di un pubblico di riferimento è un po’ prematuro, ma è indubbio che il duo abbia un grosso seguito maturato per altro in tempi brevissimi. In fondo siamo andati a vederlo (io per primo) spinti da Matrix.

Chiudo dicendo che Von Trier è un bastardo! Ahahahah!

Ciauz!!!
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#25   24 Maggio 2008 - 01:43
 
Vado con l'ultimo commento sull'argomento... finalmente dirai :)

"ma che bassa considerazione hai del pubblico medio!?"

Sotto le scarpe, soprattutto in Italia... vedere che i film che fanno maggiori incassi sono quelli di De Sica, di Moccia e compagnia non può che farmi tenere questo tipo di considerazione...


"THE HOST che tra l’atro avevo già adocchiato visto che viene citato spesso per ridimensionare CLOVERFIELD! "

Chi lo fa, non ha capito davvero molto perchè i film parlano di cose diversissime... il consiglio era proprio farti vedere un altro monster-movie, a mio parere, intelligente...ma x motivi diversissimi da quello di Abrams

"Chiudo dicendo che Von Trier è un bastardo! Ahahahah! "

Ebbene sì..un gran bastardo :). Ma noi gli vogliamo bene così. He he ^^


Un saluto e grazie ancora della bella discussione sulla quale passo e chiudo ^^

Chimy
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#26   24 Maggio 2008 - 11:59
 
@ Chimy,
in ritardo forse, ma rileggendo mi sono accorto di avere saltato un paio di punti ieri notte…

“marketing e incassi”
Allora, non voglio fare discorsi del tipo “Sono contrario alla pena di morte, ma in alcuni casi va applicata” ^^ anche perché sono cose che fanno parte del gioco e le accetto, però per quanto mi riguarda quando la produzione di un film si basa sul 90% di marketing, per me c’è qualcosa che non va. E’ un po’ come quelle radio che trasmettono sempre gli stessi pezzi per farteli piacere con forza. Vedo insomma la furbizia, la poca passione, il calcolo; perché dovrei riflettere su un cinema così? Poi ovvio che se di contro a questo aspetto, mi ritrovassi davanti a qualcosa di epocale (vedi alcuni horror di cui si parlava prima) potrei anche cambiare idea e tutto il resto passerebbe in secondo piano. Comunque sì, sto dicendo che faccio fatica a prendere sul serio il cinema che nasce come puro divertissement: posso discutere sulla forma, ma non sul sottotesto.

“riprendere la propria morte”
Ecco, quello per me non è riprendere la propria morte, ma aspettare la morte con la telecamera in mano che non è un estensione del sé, ma piuttosto un oggetto/interlocutore che è mezzo per gestire l’ansia, un po’ come succedeva in “Blair Witch Project”. So già che non sarai d’accordo con questo, ma volevo specificarlo! ;)


E veniamo all'ultimo commento:

il problema secondo me non è il pubblico italiano, ma la distribuzione che incentiva la grettezza. Il pubblico ha diritto anche di scegliere Moccia se vuole, ma le opzioni alla base non devono essere solo Moccia e De Sica! :))

Ciao carissimo, e stato un piacere e sappi che continuerò a ragionare su CLOVERFIELD. Chissà che a una seconda visione non trovi quell'elemento che mi stimoli altre riflessioni! ;)
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#27   24 Maggio 2008 - 16:27
 
Volevo dire che è stato un piacere leggervi!^^

e in OT dico che Von Trier inizierà a breve le riprese di ANTICHRIST!
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#28   24 Maggio 2008 - 17:54
 
Grazie Mr.Davis,ci abbiamo dato dentro ^^
"Antichrist" è una mia ossessione da quando avevo sentito parlare, diverso tempo fa, della volontà di fare questo progetto.
Potrebbe essere il mio hype assoluto dell'anno prossimo...

Chimy
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#29   24 Maggio 2008 - 19:54
 
E' un horror, giusto? Quel titolo mi fa già paura! ^^
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Iggy

#30   31 Maggio 2008 - 14:28
 
Si infatti. Il brutto dei Wachosky è che si pigliano sempre un po troppo sul serio. Dovrebbero cedere un po' di più all'ironia. Speed Racer non l'ho ancora visto (e vorrei tatno vederlo al cinema ma ormai l'ho perso) ma queste sono cose che si vedono anche nei loro precedenti film!
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#31   06 Giugno 2008 - 12:03
 
@ NEOGEO,
ciao, grazie per la visita. Mah, in passato i film che hanno girato non lo permettevano quindi non ne faccio un problema, questa volta però potevano giocare su più livelli di scrittura e si sono limitati. Comunque sono sempre più convinto della valenza di questo film e per me va visto! ^^
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