Chopper
Andrew Dominik
2000
Criminale o eroe? Mark Brandon "Chopper" Read sfugge alle facili etichette: che peso dare ai numerosi omicidi compiuti ai danni di trafficanti di droga e armi? Un giustiziere della notte riveduto e corretto che è una spina nel culo di malavitosi e tornaconto per la polizia. Chopper Read sembra un bignami del personaggio De Niro, a metà strada tra il Travis Bickle di Taxi Driver e il tatuato Max Cady, con la sola differenza che lui è realmente esistito. Mark Brandon "Chopper" Read è infatti il più noto ed efferato killer australiano e Andrei Dominik lo racconta ispirandosi ai romanzi scritti dallo stesso Read durante gli anni di carcere, plasmando le sue parole con quelle dei verbali della polizia, delle trascrizioni giudiziarie e dei racconti dei compagni di cella. Read l’affabile e logorroica “testa di cazzo” che prima spara e poi si preoccupa se ha fatto del male, che si taglia le orecchie per sopravvivere al carcere, che circola con un’armeria sotto il giubbotto, che usa la sua esperienza sulla strada per cucirsi addosso il mito da trasmettere in diretta tv. Comunque vada, un vincente in una realtà disfunzionale. Dominik dirige con piglio tarantiniano e la giusta dose di humor un film viscerale che non risparmia nulla, rafforzato da una straniante fotografia claustrofobica e da un’impareggiabile prova di Eric Bana, debortante peso e pazzia che rasenta il genio, qui al suo primo film importante e mai più così valorizzato dopo la trasferta hollywoodiana.
Andrew Dominik
2000
Criminale o eroe? Mark Brandon "Chopper" Read sfugge alle facili etichette: che peso dare ai numerosi omicidi compiuti ai danni di trafficanti di droga e armi? Un giustiziere della notte riveduto e corretto che è una spina nel culo di malavitosi e tornaconto per la polizia. Chopper Read sembra un bignami del personaggio De Niro, a metà strada tra il Travis Bickle di Taxi Driver e il tatuato Max Cady, con la sola differenza che lui è realmente esistito. Mark Brandon "Chopper" Read è infatti il più noto ed efferato killer australiano e Andrei Dominik lo racconta ispirandosi ai romanzi scritti dallo stesso Read durante gli anni di carcere, plasmando le sue parole con quelle dei verbali della polizia, delle trascrizioni giudiziarie e dei racconti dei compagni di cella. Read l’affabile e logorroica “testa di cazzo” che prima spara e poi si preoccupa se ha fatto del male, che si taglia le orecchie per sopravvivere al carcere, che circola con un’armeria sotto il giubbotto, che usa la sua esperienza sulla strada per cucirsi addosso il mito da trasmettere in diretta tv. Comunque vada, un vincente in una realtà disfunzionale. Dominik dirige con piglio tarantiniano e la giusta dose di humor un film viscerale che non risparmia nulla, rafforzato da una straniante fotografia claustrofobica e da un’impareggiabile prova di Eric Bana, debortante peso e pazzia che rasenta il genio, qui al suo primo film importante e mai più così valorizzato dopo la trasferta hollywoodiana.




