domenica, 25 marzo 2007
Correndo con le forbici in mano
Ryan Murphy
2006

Tratto dall’autobiografia di Augusten Burroughs, Correndo con le forbici in mano segna il debutto cinematografico dello sceneggiatore e regista televisivo Ryan Murphy, dai più conosciuto come creatore di una delle serie cult degli ultimi anni (Nip/Tuck) ma ancor prima caustico revisionista della teen comedy con “Popular”. Chi conosce la sua estetica, insomma, non può accusarlo ora di essere gratuitamente provocatorio: Murphy è così, flirta da sempre con storie al limite dell’assurdo e la vita borderline di Burroughs è quindi in linea con tutto ciò che ha creato sinora. Diviso in due parti ben distinte, Correndo con le forbici in mano affronta nella prima il rapporto tra Augusten e Deirdre, madre ingombrante, moglie sui generis e scrittrice fallita che presto instaurerà un rapporto morboso col suo psicanalista, il Dr. Finch, talmente esclusivo da spingerla ad affidargli il proprio figlio durante un periodo di ricostruzione e ricerca di se stessa. Ed è qui che si apre il nuovo capitolo della vita di Augusten, all’interno della casa vittoriana rosa shocking dove vivono i Finch (una sorta di Famiglia Addams che incontra Freud), tra piatti accumulati sul lavello per settimane, alberi di natale fuori stagione, croccantini per cani mangiati come fossero popcorn e risposte sulla vita che arrivano dal water. Murphy da così vita ad un racconto psicotico di formazione e autodeterminazione, infarcito di personaggi istrionici, talmente sopra le righe da poter parlare di nuovo slapstick emotivo; maschere da indossare e da far cadere, figure dal falso sé bulimico che tentano disperatamente di trovare una propria collocazione nel mondo. E lo fa scattando istantanee lisergiche che fotografano gli eventi chiave del percorso di Burroughs, aiutato da un cast che riempie lo schermo, dove nessuno è fuori posto e dove brilla, ancora una volta, una Annette Bening ingiustamente sottovalutata.
postato da: Iggy alle ore 12:30 | Permalink | commenti (9)
Commenti
#1   25 Marzo 2007 - 16:02
 
Meravigliosamente caotico!Ho amato persino la Paltrow che solitamente trovo irritante.La benings in stato di grazia.
MR.DAVIS
utente anonimo

#2   27 Marzo 2007 - 10:44
 
Il trailer e le notizie che leggevo in giro su questo film mi avevano stuzzicato, ma praticamente deve essere uscito in due sale in tutta Italia, perché non sono riuscito a leggere il titolo neanche a Genova!!! Fortunato!!
Ciao, Ale.
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#3   27 Marzo 2007 - 11:22
 
@ daddun, dopo le numerose stroncature lette, mi sono avvicinato alla visione con molta diffidenza, ma mi ha conquistato! Se lo vedi ripassa! ;)

@mr. davis, già, entrambe grandiose, ma menzione d'onore per Evan Rachel Wood: UNO SPETTACOLO!
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#4   27 Marzo 2007 - 18:43
 
Meravigliosa lei e meravigliosi i suoi costumi direi anche!
MR.DAVIS
utente anonimo

#5   31 Marzo 2007 - 22:45
 
visto
bellissimo
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#6   19 Aprile 2007 - 17:53
 
ottimo commento e ottimo anche il libro peraltro.
Direi che questo film è un saggio sulla disperata ricerca di adattamento di una persona "normale" in un mondo di pazzi. Con la consapevolezza che forse essere un po' matti non è poi così insano.
Inoltre io ci ho visto anche lo sputtanamento di tutta la controcultura anni '70.
Un saluto.
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#7   29 Settembre 2007 - 13:08
 
Concordo pienamente con la recensione e soprattutto col commento di Souffle. E' a tratti buffo che l'unica persona "normale" nel film sia un omosessuale, appartenente cioè ad una categoria che non viene mai, o quasi, considerata normale ^^
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ale55andra

#8   29 Settembre 2007 - 15:12
 
In effetti quello è uno degli aspetti più interessanti del film di Murphy, così come il ribaltamento della concezione familiare per cui, di norma, sono i figli a deludere i genitori e non il contrario.
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#9   21 Febbraio 2008 - 14:58
 
Ma quanto è complesso smontare quell albero di Natale....Grande film,una rasaiota..anzi no..una "forbiciata"!!
utente anonimo

Commenti

categoria:recensioni, iggy