Diario di uno scandalo
Richard Eyre
2006
Come mi sento Nanni Moretti in questo momento: avete presente la sequenza della tortura al recensore in "Caro Diario"? Ecco, vorrei raccogliere in una stanza i giornalisti di mezzo mondo e fare la stessa cosa, chiedendo loro di motivare le lodi tessute per il nuovo lavoro di Richard Eyre. Bastano infatti le superbe interpretazioni di Judi Dench e Cate Blanchett per gridare al capolavoro? Possibile che nessuno si sia accorto di un'approssimativa quanto fallace sceneggiatura (per altro nominata ai prossimi oscar)? Note on a scandal, storia di due donne frustrate, due insegnanti, due solitudini: una sociale (quella di Barbara) e l'altra emotiva (quella di Sheba). Sheba intraprende una trasgressiva quanto totalizzante storia a sfondo sessuale con l'allievo quindicenne; scoperta da Barbara (che nel frattempo si è morbosamente attaccata alla collega) verrà ricattata sino all'inevitabile epilogo finale. Quella che sulla carta doveva essere una storia scritta sul filo del rasoio, carica di tensione emotiva tra le due protagoniste, si rivela invece un'occasione sprecata, perchè risulta difficile trovare il lato positivo in un film che appare il più delle volte affrettato e/o con soluzioni piuttosto banali, ma soprattutto privo di mordente nel definire la complessa psicologia delle due protagoniste, mancanza che viene colmata da un'insistente voce off che aggiunge il pathos laddove ci dovrebbe essere e invece non c'è e, dalle ridondanti musiche di un Philip Glass in evidente stato confusionale. Inutile anche sottolineare la bravura delle due attrici che, in un'opera così mediocre, giusto per citare una frase della Dench nel film, risultano fuori luogo quanto una scimmia arrivata dalla giungla che ordina un gin tonic.
Richard Eyre
2006
Come mi sento Nanni Moretti in questo momento: avete presente la sequenza della tortura al recensore in "Caro Diario"? Ecco, vorrei raccogliere in una stanza i giornalisti di mezzo mondo e fare la stessa cosa, chiedendo loro di motivare le lodi tessute per il nuovo lavoro di Richard Eyre. Bastano infatti le superbe interpretazioni di Judi Dench e Cate Blanchett per gridare al capolavoro? Possibile che nessuno si sia accorto di un'approssimativa quanto fallace sceneggiatura (per altro nominata ai prossimi oscar)? Note on a scandal, storia di due donne frustrate, due insegnanti, due solitudini: una sociale (quella di Barbara) e l'altra emotiva (quella di Sheba). Sheba intraprende una trasgressiva quanto totalizzante storia a sfondo sessuale con l'allievo quindicenne; scoperta da Barbara (che nel frattempo si è morbosamente attaccata alla collega) verrà ricattata sino all'inevitabile epilogo finale. Quella che sulla carta doveva essere una storia scritta sul filo del rasoio, carica di tensione emotiva tra le due protagoniste, si rivela invece un'occasione sprecata, perchè risulta difficile trovare il lato positivo in un film che appare il più delle volte affrettato e/o con soluzioni piuttosto banali, ma soprattutto privo di mordente nel definire la complessa psicologia delle due protagoniste, mancanza che viene colmata da un'insistente voce off che aggiunge il pathos laddove ci dovrebbe essere e invece non c'è e, dalle ridondanti musiche di un Philip Glass in evidente stato confusionale. Inutile anche sottolineare la bravura delle due attrici che, in un'opera così mediocre, giusto per citare una frase della Dench nel film, risultano fuori luogo quanto una scimmia arrivata dalla giungla che ordina un gin tonic. 





