sabato, 03 febbraio 2007
Bobby
Emilio Estevez
2006

"E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava
disturbare il suono del silenzio"




Si può parlare di Bobby prescindendo da Robert Kennedy e il suo messaggio? E' da giorni che questa domanda rimbomba nella mia testa senza trovare la risposta. Se avessi scritto questa recensione appena uscito dalla sala, quando ancora la mia vista era annebbiata da sparute ma significative lacrime, probabilmente lo avrei descritto come un capolavoro, ma purtroppo Bobby non è un film perfetto; al massimo potrei definirlo uno splendido film imperfetto. Sì perchè i limiti di Estevez sono tanti: costruisce un film importante non sempre all'altezza della situazione, prende 22 personaggi (e di un paio se ne farebbe volentieri a meno) facendoci entrare nelle loro vite ma, in sostanza, rimane solo l'illusione di averli conosciuti. Eppure, quando inesorabili scorrono i titoli di coda, vorresti ricominciare da capo e ritornare tra i corridoi dell'Ambassador Hotel, ritrovare quelle persone, carpire la loro velata malinconia e condividire insieme a loro l'attimo di speranza che presto si sarebbe infranta sul pavimento di quella cucina, mentre le parole di Robert Kennedy diventavano lentamente un'eco inghiottita da silenzio.
postato da: Iggy alle ore 14:38 | Permalink | commenti (13)
Commenti
#1   03 Febbraio 2007 - 20:51
 
Meraviglioso!!!!Mi son commosso don la coppia Macy-Stone(qui davvero eccezionale!), mi son affezionato alla spensieratezza della Lohan e di Wood, mi son emozionato di fronte alla diva sul viale del tramonto Demi Moore(mannaggia a te Estevez, perchè nn ci hai fatto vedere l'esibizione per intero!!?).Davvero un film che ti entra dentro.
MR.DAVIS
utente anonimo

#2   04 Febbraio 2007 - 11:52
 
Nonostante si possa parlare di cast in splendida forma (Kutcher escluso) i personaggi che mi sono piaciuti fino in fondo sono davvero pochi. La coppia Stone/ Macy e la Moore sono quelli che si sono più "rivelati" e che più ho amato, il resto a me personalmente ha lasciato l'amaro in bocca, nonostante fossero figure interessanti. Il personaggio interpretato da Hopkins, per esempio, per è me è sviluppato male o meglio, solo abbozzato e troppo poco rispetto a quello che rappresenta, cioè la "memoria storica" dell'Ambassador Hotel! Sulla Moore concordo in toto, perchè mi è sembrata una mancanza il parlare per due ore di pellicola della sua ultima esibizione e, alla fine, non farla praticamente vedere, quando Estevez avrebbe potuto mettere in scena uno struggente canto del cigno.
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#3   04 Febbraio 2007 - 13:05
 
Effettivamente di norma i film corali così numerosi di personaggi durano un'oretta in più di questo, in modo da poter delineare bene tutti i personaggi.Tuttavia la penso un pò diversamente, in quanto con il passare dei giorni ho sentito molto anche la coppia Sheen/Hunt,Lohan/Wood e lo stesso Hopkins, i cui racconti abbozzati mi hanno cmq affascinato e reso malinconico. e devo dire che in fin dei conti questa scelta di sfiorare senza toccare i personaggi mi è pure piaciuta, perchè quell'amaro inbocca che tu dici(verissimo!) lo trovo in linea con il resto delle emozioni del film(soprattutto con il devastante finale).D'altronde far continuare il film dopo l'attentato era fuori discussione e sviluppare la storia in due giorni pure..almeno questo penso. Sulla Moore invece concordo e devo dire che in sala il mio vicino di poltrona si è accorto del mio disappunto:-)))
MR.DAVIS
utente anonimo

#4   04 Febbraio 2007 - 13:43
 
Mah non so se essere daccordo col fatto che la maliconia dei personaggi sia in linea con il contesto del film, mi spiego: se si analizza il dopo (quindi il sogno di cambiamento infranto dalla morte di Kennedy) questa considerazione ci sta pure, ma svolgendosi la storia prima dell'omicidio (aspetto che comunque è buona parte del film) i sentimenti rappresentati dovrebbero essere tutt'altri: i personaggi di Estevez sono tutti troppo rassegnati rispetto al clima euforico e di speranza che si respira prima dell'omicidio.
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#5   04 Febbraio 2007 - 14:04
 
In parte ti dò ragione e in parte no.Mi spiego: hai ragione quando dici la second aparte del tuo ragionamento ma poi ricordiamoci che è nel contesto storico che il film è ambientato.In quel gg è vero che dovevano essere euforici ma in quell'anno è anche vero che avevano ucciso M.L.King(infrangendo la speranza della popolazione di colore) e altri tragici avvenimenti erano successe,come Estevez mostra a inizio film.Per cui credo che non siano così fuori luogo i personaggi così rassegnati.
MR.DAVIS
utente anonimo

#6   04 Febbraio 2007 - 14:17
 
Vero, ma così mi sembra tutto un pò lasciato al caso e alla deduzione del pubblico. Vedendo questa malinconia di fondo mi sarebbe piaciuto un maggiore approfondimento sulle reali motivazioni. Perchè ipotizzare una frustrazione del personaggio Hunt solo sulla base di un paio di scarpe!?
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#7   04 Febbraio 2007 - 14:31
 
Devo dire che avevo reagito esattamente come te riguardo alla Hunt.Poi nei giorni successivi ho riflettuto e quel paio di scarpe non era un semplice capriccio ma il simbolo dell'insicurezza e della mancanza di comunicazione della coppia Sheen/Hunt.E allora improvvisamente lei mi si è incollata addosso.
MR.DAVIS
utente anonimo

#8   04 Febbraio 2007 - 14:43
 
Chissà che col tempo non succeda anche con me! :)

Comunque ci tengo a ribadire quanto mi sia piaciuto BOBBY, ma il sottolineare determinate cose è mosso dall'atroce dubbio che il tutto sia un pò troppo in funzione della sequenza finale, davanti alla quale non si può dire proprio nulla!
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#9   04 Febbraio 2007 - 14:48
 
Mah, quello non me lo son posto .E questo perchè uscito dalla sala ,ma anche ora, se ripercorro tutto il film lo trovo talmente fluido e tutto succeda senza forzature o meccanismi schematici. Un po troppo in funzione del finale?mm..Beh ma x te è un limite questo?
MR.DAVIS
utente anonimo

#10   04 Febbraio 2007 - 15:01
 
E' un limite nel momento in cui si ha la percezione che tutto ciò che precede il finale sia girato senza particolare coinvolgimento. In questo caso non ho ancora capito se è un aspetto presente in BOBBY o se è solo il risultato di una visione distorta, viziata dalla potenza del personaggio Robert Kennedy. Per questo nella recensione parlo del "prescindere da Kennedy per parlare di Bobby": bisogna separare le due cose per avere un giudizio obiettivo del film oppure non è necessario?
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#11   04 Febbraio 2007 - 16:32
 
Ah ora ho capito cosa intendi!Secondo me non è necessario, o meglio:il film viaggia su due binari paralleli ma allo stesso tempo i binari si incrociano e per me diventa impossibile scindere le due cose.Il film mi ha emozionato si per il messaggio di fondo, si per il carisma di Kennedy e per le parole ma anche per le singole storie(e l'ultima immagine della Stone con Macy mi ha commosso indipendentemente dalla tragedia).Cioè, se pensando a Bobby si pensa solo al film "politico" allora vuol dire che Estevez ha fallito(per me,ovviamente)ma se pensi alle singole storie allora ha vinto la sua sfida.E per me è così.Anzi, ho visto echi altmaniani stupendi(il reparto cucina è unpò il piano dei domestici in Gosford park,no?) e ho visto molto sentimento.E questo mi basta.
MR.DAVIS
utente anonimo

#12   04 Febbraio 2007 - 19:12
 
Farò finta di non avere letto! =)) Inevitabile non pensare ad Altman, ma il film di Estevez è un film corale a compartimenti stagno, niente a che vedere con l'impeccabile e fluida mise en scène del maestro!
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#13   04 Febbraio 2007 - 19:59
 
Beh nn ho detto che è puro Altman, solo che la sequenz adella cucina mi ha ricordato quella dei domestici;-)
Altman sarà sempre irrangiungibile.
MR.DAVIS
utente anonimo

Commenti

categoria:recensioni, iggy