Bobby
Emilio Estevez
2006

Si può parlare di Bobby prescindendo da Robert Kennedy e il suo messaggio? E' da giorni che questa domanda rimbomba nella mia testa senza trovare la risposta. Se avessi scritto questa recensione appena uscito dalla sala, quando ancora la mia vista era annebbiata da sparute ma significative lacrime, probabilmente lo avrei descritto come un capolavoro, ma purtroppo Bobby non è un film perfetto; al massimo potrei definirlo uno splendido film imperfetto. Sì perchè i limiti di Estevez sono tanti: costruisce un film importante non sempre all'altezza della situazione, prende 22 personaggi (e di un paio se ne farebbe volentieri a meno) facendoci entrare nelle loro vite ma, in sostanza, rimane solo l'illusione di averli conosciuti. Eppure, quando inesorabili scorrono i titoli di coda, vorresti ricominciare da capo e ritornare tra i corridoi dell'Ambassador Hotel, ritrovare quelle persone, carpire la loro velata malinconia e condividire insieme a loro l'attimo di speranza che presto si sarebbe infranta sul pavimento di quella cucina, mentre le parole di Robert Kennedy diventavano lentamente un'eco inghiottita da silenzio.
Emilio Estevez
2006
"E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava
disturbare il suono del silenzio"
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava
disturbare il suono del silenzio"

Si può parlare di Bobby prescindendo da Robert Kennedy e il suo messaggio? E' da giorni che questa domanda rimbomba nella mia testa senza trovare la risposta. Se avessi scritto questa recensione appena uscito dalla sala, quando ancora la mia vista era annebbiata da sparute ma significative lacrime, probabilmente lo avrei descritto come un capolavoro, ma purtroppo Bobby non è un film perfetto; al massimo potrei definirlo uno splendido film imperfetto. Sì perchè i limiti di Estevez sono tanti: costruisce un film importante non sempre all'altezza della situazione, prende 22 personaggi (e di un paio se ne farebbe volentieri a meno) facendoci entrare nelle loro vite ma, in sostanza, rimane solo l'illusione di averli conosciuti. Eppure, quando inesorabili scorrono i titoli di coda, vorresti ricominciare da capo e ritornare tra i corridoi dell'Ambassador Hotel, ritrovare quelle persone, carpire la loro velata malinconia e condividire insieme a loro l'attimo di speranza che presto si sarebbe infranta sul pavimento di quella cucina, mentre le parole di Robert Kennedy diventavano lentamente un'eco inghiottita da silenzio.





