sabato, 30 dicembre 2006
[ VISIONI ]

Volver - Pedro Almodòvar
Il Caimano - Nanni Moretti
Inside Man - Spike Lee
Romance & Cigarettes - John Turturro
Little Miss Sunshine - Jonathan Dayton and Valerie Faris
Anche Libero Va Bene - Kim Rossi Stuart
Marie Antoinette - Sofia Coppola
La Vita Segreta delle Parole - Isabel Coixet
La Guerra di Mario - Antonio Capuano
Brokeback Mountain - Ang Lee
Shortbus - John Cameron Mitchell
Il Regista di Matrimoni - Marco Bellocchio
Jarhead - Sam Mendes
Transamerica - Duncan Tucker
The Black Dahlia - Brian De Palma
Factotum - Bent Hamer
C.r.a.z.y. - Jean-Marc Vallée
Walk The Line - James Mangold
The Prestige - Christopher Nolan
Radio America - Robert Altman
domenica, 17 dicembre 2006
La Diva Julia
Istvan Szabo
2004
La diva Julia. Essere Julia. Non ci vuole un grande sforzo immaginativo per definire il cuore pulsante di questa pellicola: Julia Lambert, affascinante e magnetica attrice di teatro in una Londra anni '30. Julia è amata e coccolata da tutti, assecondata nel suo egocentrismo, apparentemente sicura di sè ma in piena crisi d'identità. Vicina ai quaranta mette sulla bilancia tutta la sua vita realizzando che le gratificazioni non sempre vanno di pari passo con una consolidata e forte autostima; ha bisogno di una scossa, di sentirsi viva al di fuori del palcoscenico in cui dà tutta se stessa. La svolta arriva con Tom, giovane ammiratore che potrebbe essere suo figlio, l'unico che sembra volere arrivare alla "donna" anzichè "all'attrice", l'unico che sembra capirla fino in fondo. Julia si innamora e si leva la maschera del suo personaggio per abbandonarsi a questa relazione; ma basta un attimo per capire che l'amore di Tom nasconde un secondo fine. Szabo declina al classico, costruendo un film da manuale che ha il sapore della vecchia Hollywood (il riferimento più palese è Eva contro Eva di Mankiewicz): un connubio perfetto di solida sceneggiatura (che miscela ironia e dramma) e un cast inattaccabile, in cui spicca la brillante prova di Annette Bening. Erano anni che non si vedeva sul grande schermo un personaggio dominare in questo modo chi lo interpreta; la Bening è Julia fin sotto la pelle: ora bambina, ora donna, ora fragile, ora cinica e spietata nel momento in cui pareggia i conti con una vendetta che le fa riprendere il controllo di se stessa e che la fa entrare di diritto negli annali del cinema.
sabato, 16 dicembre 2006
The Station Agent
Tom McCarthy
2003
Station Agent è un film sull'ironia della vita; vita che può gratificarti, ma che può anche tenerti a debita distanza e farti chiudere nel tuo piccolo mondo, nonostante gli sforzi per reagire. I personaggi di Station Agent sono così, solitudini che si trascinano bisognosi di un qualsiasi contatto umano che sia spontaneo e sincero: lo cercano, anche se non lo ammetterebbero mai, in primis a se stessi. Il protagonista è Fin, un uomo affetto da nanismo che si trasferisce nel New Jersey dopo avere ereditato dal suo amico/datore di lavore una vecchia casa a ridosso di una stazione ferroviaria. Fin arriva in quei luoghi col suo metro e trenta di insicurezze, scorbutico e chiuso al mondo. Per lui le giornate sono fatte di silenzi, di lunghe passeggiate e di treni che passano e che osserva per ore. Incontrerà presto Olivia e Joe che in fondo sono come lui, ma lo nascondono meglio. Sarà una lenta scoperta, un percorso attraverso il quale impareranno a conoscersi e fidarsi l'uno dell'altro. Premiato come miglior film al Sundance 2003, l'opera prima di Tom McCarthy si distingue per essere un'asciutta riflessione sul valore dell'amicizia e della solidarietà, dove ogni personaggio è rappresentato senza la presunzione di renderlo speciale, ma anzi non lesinando su tutti i limiti che si porta dietro, con il risultato di renderlo più "umano" e vicino all'occhio di chi guarda. Aiutato da un cast in splendida forma, perfettamente bilanciato tra protagonisti e comprimari che lasciano un segno con le loro "piccole" storie, ne risulta un film che è una gemma da scoprire e da cui sarà difficile staccarsi non appena i titoli di cosa saranno terminati.
giovedì, 14 dicembre 2006
GOLDEN GLOBE NOMINEES

BEST MOTION PICTURE – DRAMA
Babel
Bobby
The Departed
Little Children
The Queen
BEST PERFORMANCE BY AN ACTRESS IN A MOTION PICTURE – DRAMA
Penélope Cruz (Volver)
Judi Dench (Notes on a scandal)
Maggie Gyllenhall (Sherrybaby)
Helen Mirren (The Queen)
Kate Winslet (Litte Children)
BEST PERFORMANCE BY AN ACTOR IN A MOTION PICTURE – DRAMA
Leonardo Dicaprio (Blood Diamond)
Leonardo Dicaprio (The Departed)
Peter O'Toole (Venus)
Will Smith (The Pursuit of Happyness)
Forest Whitaker (The Last King of Scotland)
BEST MOTION PICTURE – COMEDY OR MUSICAL
Borat
The Devil Wears Prada
Dreamgirls
Little Miss Sunshine
Thank You For Smoking
BEST PERFORMANCE BY AN ACTRESS IN A MOTION PICTURE – COMEDY OR MUSICAL
Annette Bening (Running With Scissors)
Toni Collette (Little Miss Sunshine)
Beyoncé Knowles (Dreamgirls)
Meryl Streep (The Devil Wears Prada)
Renee Zellweger (Miss Potter)
BEST PERFORMANCE BY AN ACTOR IN A MOTION PICTURE – COMEDY OR MUSICAL
Sacha Baron Cohen (Borat)
Johnny Depp (Pirates Of The Carbbean: Dead Man's Chest)
Aaron Eckhart (Thank Your For Smoking)
Chiwetel Ejiofor (Kinky Boots)
Will Ferrell (Stranger Than Fiction)
BEST DIRECTOR – MOTION PICTURE
Clint Eastwood (Flags of Our Fathers)
Clint Eastwood (Letter from Iwo Jima)
Stephen Frears (The Queen)
Alejandro Gonzales Inàrritu (Babel)
Martin Scorsese (The Departed)
lista completa delle nominations
giovedì, 14 dicembre 2006
[ ASCOLTI ]

The Killers - Sam's town
Richard Ashcroft - Keys to the world
Arctic Monkeys - Whatever People say i am, that's what i'm not
Belle & Sebastian - The life pursuit
Ben Harper - Both sides of the gun
Placebo - Meds
The Organ - Grab that gun
Yeah Yeah Yeahs - Show your bones
The Dresden Dolls - Yes, Virginia
Muse - Black holes and revelations
Charlotte Gainsbourg - 5:55
Thom Yorke - The eraser
The Subways - Young for eternity
Editors - The black room
The Pipettes - We are the pipettes
She Wants Revenge - She wants revenge
The Rakes - Capture/ release
Damien Rice - 9
Paolo Nutini - These streets
The Long Blondes - Someone to drive you home
mercoledì, 13 dicembre 2006
Paradiso+Inferno
Neil Armfield
2006
Mettiamola così: se Paradiso+Inferno avesse delle pretese risulterebbe irritante; per fortuna il film di Neil Armfield non è nulla di tutto ciò e si sviluppa indisturbato senza la convinzione di cambiare la storia del cinema. E ci mancherebbe. I presupposti per attaccare un film come questo ci sono tutti: in primis il fatto che si parli ancora una volta di tossicodipendenza, argomento non proprio originale. Eppure sento di consigliarlo comunque: tratto dal romanzo Candy di Luke Davies, autentico best seller in Australia, Paradiso+Inferno è la storia di Dan e Candy, una parabola su un amore distruttivo che include l'eroina come terzo incomodo, una lenta ed inesorabile discesa agli inferi che, seppur con uno sviluppo piuttosto prevedibile (almeno per chi ha già dimistichezza con film di questo tipo) riesce comunque a risultare credibile laddove non calca la mano su certi stereotipi e lasciando una porta aperta sulla resurrezione dei suoi personaggi. E sono proprio Dan e Candy a sollevare le sorti del film, interpretati da un Heath Ledger ed Abbie Cornish in ottima forma che offrono una performance intensa e terribilmente reale insieme a quella di un attempato Geoffrey Rush nei panni di un "mentore" tanto paterno quanto deleterio per i due ragazzi. A questo si aggiungano un paio di sequenze che difficilmente si dimenticano, perfette nel rappresentare questo dramma in tre atti (Paradiso, Terra, Inferno) in cui si dipana, come unico file rouge, una struggente Song to the Siren cantata da Tim Buckley. Detto questo mi tocca ammettere di essere sensibile all'argomento e di non essere in questo caso particolarmente obiettivo. Sono passato negli anni attraverso le corse nelle metropolitane berlinesi con Christiane F. sulle note di Bowie a quelle su strada di Mark Renton e co. e ora mi trovo sulle spalle questi nuovi personaggi a cui sono già affezionato: andate al cinema o magari noleggiatelo e se non vi piace al massimo mi maledirete per il consiglio.
domenica, 03 dicembre 2006
La vita segreta delle parole
Isabel Coixet
2005
C'è una scena in questo film della Coixet in cui due piante dall’aspetto avvizzito e stentato vengono trasferite da un luogo chiuso all'aria aperta. Questo gesto potrebbe salvarle ma sembra essere più un abbandono: che sia il tempo a decidere per loro. I due personaggi principali de "La vita segreta delle parole" sono in fondo come quelle piante, forse abbandonati al tempo che scorre, forse troppo poco partecipi delle loro vite: si incontrano e diventano linfa vitale l'uno per l'altra. Hanna (Sarah Polley) è una ragazza chiusa e solitaria, porta con sè il peso di un passato doloroso, usa il lavoro come fuga dai sentimenti e la solitudine come necessità di sopravvivenza. Josef (Tim Robbins) è un uomo deturpato da gravi ustioni in seguito a un incendio scoppiato su quella stessa piattaforma petrolifera su cui Hanna è stata chiamata per prendersi cura di lui. Entrambi col peso di un rimorso sulla coscienza. Tra i due s'instaura subito un rapporto tenero e divertito fatto inizialmente di silenzi e menzogne, per poi svilupparsi in qualcosa di più profondo, in cui Hanna farà cadere il muro delle proprie difese, fidandosi per la prima volta di qualcuno e rivelando l'orrore che l'ha fatta chiudere al mondo. Al suo terzo lungometraggio la Coixet si conferma abile narratrice di storie drammatiche che dirige con mano delicata e con "trovate" visive piuttosto interessanti: il largo uso di telecamera a spalla dona al film una certa verità, posandosi sui personaggi e riuscendo nell'intento di far sentire sulla pelle le loro storie. A questo va aggiunta la convincente prova di Sarah Polley, intensa e disperata e di un Tim Robbins ben dosato tra sfumature ironiche e drammatiche. Questi aspetti danno vita ad un film che, nonostante qualche incertezza di sceneggiatura e qualche forzatura narrativa, risulta nel complesso un toccante e struggente affresco dell'amore come rifugio e speranza di vita.
venerdì, 01 dicembre 2006
[ DEXTER ]
Dexter è un serial killer, un novello Travis Bickle meno sociopatico, più affabile ed elegante. Dexter lavora per la scientifica di Miami. Dexter sembra partorito dalla mente di Michael Mann, sia in fatto di forma sia in fatto di psicologia criminale: a metà strada tra Manhunter e Collateral. Dexter è il nuovo telefilm della rete televisiva Showtime e siamo in zona capolavoro a partire dalla sigla. Geniale. Vedere per credere. Perderete la testa.